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Coronavirus: 14 milioni di posti di lavoro a rischio secondo ACEA

“Siamo consapevoli che questa è la peggiore crisi che abbia mai dovuto affrontare l’industria dell’auto”

Coronavirus settore auto ACEA

Il coronavirus ha messo in ginocchio il settore automotive (e non solo) dato che le nazioni più attive (es. Cina e Stati Uniti) hanno bloccato le attività produttive. Negli ultimi articoli abbiamo visto che varie case automobilistiche hanno deciso di mettere in pausa la produzione nei propri stabilimenti.

Ad esempio, Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha stoppato alcuni suoi impianti come quelli di Ranjangaon e Betim. Anche vari eventi e saloni sono stati annullati/rinviati come la Mille Miglia, il Milano Monza Open Air Auto Show e il Concorso d’Eleganza Villa d’Este. Per fortuna, alcune aziende hanno potuto sfruttare lo smart working per mantenere attiva almeno una parte di ogni società sfruttando il Web e i vari social network.

Coronavirus settore auto ACEA
ACEA, il coronavirus mette a rischio 14 milioni di posti di lavoro del settore automotive

ACEA: attese gravi conseguenze per l’industria automobilistica

Detto ciò, l’ACEA (European Automobile Manufacturers’ AssociationAssociazione Europea dei Costruttori) ha affermato che “l’effetto sulle società e sull’economia globale sarà letteralmente senza precedenti. Si avranno gravi conseguenze per l’industria automobilistica“.

Visto che le varie disposizioni emanate dal Governo italiano hanno portato alla chiusura dei concessionari, la domanda di acquisto di nuove auto è diminuita parecchio. Inoltre, la chiusura delle fabbriche in Cina e in altri paesi asiatici ha portato a un blocco dell’arrivo di alcune componenti.

Eric-Mark Huitema, direttore generale dell’ACEA, ha dichiarato: “Siamo consapevoli che questa è la peggiore crisi che abbia mai dovuto affrontare l’industria dell’auto. Con gli stop temporanei degli impianti e della rete dei concessionari, sono seriamente a rischio i posti di lavoro di circa 14 milioni di europei“.

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3 milioni di lavoratori circa sono impegnati solo nell’attività produttiva

Soltanto in Europa ci sono 229 stabilimenti produttivi appartenenti alle varie case automobilistiche che contano complessivamente circa 3 milioni di lavoratori impegnati solo nelle attività produttive od oltre 13,6 milioni se consideriamo anche gli altri reparti come la rete di vendita.

L’Associazione Europea dei Costruttori sostiene che, per ripristinare al meglio il lavoro e per poter tutelare l’intero personale, sarebbero necessarie delle manovre congiunte e integrate da tutti gli stati dell’Unione Europea per permettere ai produttori di auto di recuperare quanto perduto fino ad ora.

In merito a ciò, Huiterna ha affermato: “Apprezziamo le misure politiche che sono state annunciate e che daranno un supporto immediato necessario per dipendenti e aziende. Ora però abbiamo bisogno di un dialogo urgente con il presidente della Commissione Europea per fare due cose: in primo luogo dobbiamo adottare misure concrete per evitare danni irreversibili al settore con una perdita permanente di posti di lavoro, capacità produttiva, innovazione e ricerca. In secondo luogo l’Europa dovrebbe prepararsi a stimolare la ripresa del settore che contribuirà in modo decisivo alla ripresa di tutta l’economia europea. Siamo pronti a collaborare con la Commissione Europea, con i governi nazionali e con tutte le parti interessate ad affrontare questa crisi“.

Il direttore dell’ACEA chiude dichiarando che è importante continuare la produzione di parti di ricambio e assicurare le reti di assistenza ai veicoli per logistica ed emergenza come ambulanze, forze dell’ordine ecc.

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