Mentre il Gruppo Volkswagen conta le ferite, Skoda conta i soldi. Nei primi nove mesi del 2026 il marchio ceco ha messo a segno ricavi per 23,1 miliardi di euro (+3,5%) e un utile operativo di 1,92 miliardi, in crescita del 7,4%. Il margine operativo sale all’8,3%, contro l’8,0% dell’anno scorso. Il terzo trimestre fa meglio ancora: 557 milioni di utile operativo, +10,3%. Mladá Boleslav continua a fare gli utili mentre la casa madre fa i conti con le sue difficoltà.
I volumi non sono da meno. Le vendite complessive toccano quota 899.055 unità (+3,4%), mentre le consegne già effettuate ai clienti in tutto il mondo arrivano a 812.400 veicoli, con un incremento del 6,1% rispetto ai primi nove mesi del 2025. Il podio europeo è un fatto: Skoda resta il secondo marchio più venduto del continente, che da solo vale oltre l’84% dei suoi numeri, con 685.600 immatricolazioni nell’area UE27+4.
La Germania, dove giocare in trasferta contro i marchi di casa dovrebbe essere un’impresa, è il mercato principale: 178.300 consegne, +15,9%. Poi il Regno Unito con 71.700 unità (+8,4%), la Repubblica Ceca con 70.500 (+4,2%), la Polonia con 50.700 (+10,4%) e la Francia con 39.800 (+10%). Fuori dai confini europei comanda l’India, 53.200 unità e un +7,8%, davanti alla Turchia, ferma a 32.600 e un modesto +1,2%.
Sul fronte elettrico, il segno più è a due cifre: +41,3%. La Skoda Elroq, in particolare, si è presa un titolo che a Wolfsburg qualcuno avrebbe preferito assegnare a un’altra targa. È lei l’auto a batteria più venduta dell’intero Gruppo Volkswagen.
Poi c’è la Cina, con 700 auto in nove mesi, uscita completata. Più che un mercato, un arrotondamento.
Il messaggio di Holger Peters, CEO ad interim, è meno trionfale di quanto i numeri farebbero pensare. Parla di concorrenza in aumento e di pressione sui margini, in parte figlia proprio del successo dell’elettrificazione. Insomma, più vendi elettrico, più la tua redditività viene messa alla prova.


