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Audi in rosso, questo 2026 sta facendo a pezzi i Quattro Anelli

Audi chiude il terzo trimestre in perdita e taglia ancora le stime 2026. Cina, dazi e prezzi pesano: Lamborghini regge il gruppo. I numeri.
audi, Gernot Döllner

Audi ha perso soldi e non pochi. 174 milioni di euro di perdita operativa nel terzo trimestre per il marchio dei Quattro Anelli, contro un utile di 279 milioni dodici mesi prima. Per chi pensava che i guai fossero roba da case generaliste, ecco servito il promemoria.

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Il direttore finanziario Jürgen Rittersberger non ha fatto troppi sconti alla strategia dei tedeschi: Audi deve agire, e il bisogno di farlo “non ammette indugi”, che tradotto vuol dire che il tempo delle slide rassicuranti è finito.

Il Gruppo (nel gruppo), che comprende anche Lamborghini, Bentley e Ducati, ha chiuso il trimestre con un utile operativo di 29 milioni, contro i 468 dell’anno scorso. Il margine sulle vendite è scivolato dal 3,0% allo 0,2%, praticamente un arrotondamento. Per la seconda volta quest’anno sono arrivate anche le previsioni riviste al ribasso: fatturato tra 55 e 59 miliardi (a marzo si parlava di 63-68) e margine operativo tra il 3% e il 5%, mentre la forchetta iniziale era 6-8%.

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Primo piano del logo Audi sulla calandra nera

I colpevoli, secondo Audi, sono la Cina, i dazi americani e la guerra dei prezzi in Europa. In Cina, nei primi nove mesi, le consegne sono crollate del 24,5% a 328.042 unità, e a soffrire sono soprattutto i motori termici: le elettriche sono salite dell’84,7%, ma parliamo di appena 24.203 esemplari.

Negli Stati Uniti il gruppo Audi ha lasciato per strada il 16,3%, e le elettriche nordamericane sono precipitate dell’87,8% a 3.867 unità. L’Europa regge, con un +1,3% fuori dalla Germania e un +1,8% in patria. Quando la nota lieta è un punto e mezzo scarso, qualcuno dovrebbe preoccuparsi.

Curioso il quadro delle sorelle ricche. Lamborghini ha alzato il fatturato del 5,1% a 2,53 miliardi, ma l’utile operativo di 564 milioni ha comunque perso margine, dal 24,6% al 22,3%. Vale il 60% dell’utile del gruppo, contro il 38% del 2025. In pratica, il toro sorregge la casa. Bentley invece ha dimezzato gli utili a 49 milioni, mentre Ducati si ferma a 29.

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La ricetta di Gernot Döllner prevede costi in calo, produttività in crescita e investimenti in software e intelligenza artificiale. Tra le misure compaiono anche la riduzione del personale e quella delle posizioni dirigenziali, con l’obiettivo di un ritorno sulle vendite dell’8-10% entro il 2030.

audi, Gernot Döllner

Intanto la Q9, primo SUV di grandi dimensioni del marchio, arriva a novembre, e la A2 e-tron in Europa a dicembre. Negli States è in arrivo lo stabilimento in Georgia, 4 miliardi di dollari, 200.000 SUV l’anno, produzione agli inizi degli anni Trenta. Audi stessa definisce l’assenza di una fabbrica locale “un grave svantaggio competitivo”.

Per salvare il 2026 servirebbe un quarto trimestre da almeno 500 milioni di utile operativo. Nel terzo ne sono arrivati 29. Un miracolo di Natale?