Un europeo su tre, ormai, compra elettriche. A settembre le auto a batteria hanno toccato il 33% di quota nei dodici mercati monitorati da Automotive News Europe, che da soli valgono oltre l’83% delle immatricolazioni del continente. Solo un anno fa si fermavano al 22%.
Le vendite sono cresciute del 62% su base annua. Si tratta di un’accelerata vera, di quelle che fanno sobbalzare chi per anni ha ripetuto che l’elettrico era una moda passeggera. Nei primi nove mesi del 2026 sono state targate 2,3 milioni di auto a batteria (+42%), con una quota media del 26% contro il 20% dell’anno scorso.
La Francia, in testa, a settembre ha immatricolato 65.246 elettriche, pari al 41,7% del mercato. Il percorso è stato lineare, 35% a luglio, 38% ad agosto, poi lo scatto. La Germania è passata dal 19% al 34,5% in dodici mesi, mentre il Regno Unito si è fermato al 28%. Poi ci sono i primi della classe, quelli che l’elettrico lo hanno già digerito. Paesi Bassi al 53%, Belgio al 51%, Svezia al 49%. Quasi una macchina su due.
Invece, più in basso, Spagna al 18,5% e Italia all’8%. Mentre mezza Europa cambia pelle, il nostro mercato resta in sala d’attesa.
Gli analisti indicano più fattori che si sommano. I prezzi dei carburanti, tornati a mordere il portafoglio, il moltiplicarsi di modelli sotto i 25.000 euro, che (più o meno) tolgono l’alibi del “costa troppo”, anche se non stiamo parlando di noccioline. Aiutano anche la diffusione delle batterie LFP, meno nobili ma più economiche e le formule di finanziamento più agevolato in certi casi.
Un dettaglio che frena l’entusiasmo sulle auto elettriche: gli stessi analisti restano prudenti. Non sono sicuri che sia il vero punto di svolta. Dunque, i numeri volano, ma nessuno mette la firma su una avvenuta rivoluzione. Se un terzo del continente ha già girato la chiave (anzi, premuto il pulsante), l’Italia all’8% sta davvero prendendo tempo con diffidenza, o ha semplicemente perso il treno?




