Pare proprio che la promessa sul prezzo sia stata mantenuta, quella che Volkswagen aveva agitato come bandiera alla presentazione mondiale della ID. Polo ad aprile. Poi i configuratori si erano aperti, e la realtà era un’altra: il listino partiva da 33.795 euro per il pacchetto “Life”, allestimento intermedio. La versione base, infatti, sarebbe arrivata dopo.
Ora eccola qui. Volkswagen ha attivato il configuratore per la variante d’accesso denominata “Trend”, disponibile a 24.995 euro e non solo in Germania: anche Francia e Paesi Bassi possono già ordinarla. Il prezzo promesso, alla fine, esiste davvero.

La dotazione di serie non è quella di un’auto spogliata per colpire il titolo di giornale. L’allestimento “Trend” porta in dote il Side Assist, il Lane Keep Assist con Emergency Assist integrato, i fari full LED con assistenza all’abbagliante automatica, un cruscotto digitale da 10 pollici e un sistema di infotainment con schermo da 13 pollici. Il volante è in similpelle, il climatizzatore è automatico. Non è qui che però conta davvero l’essenza della compatta elettrica (almeno, la tecnologia è scintillante, ma chiede energia).

Il compromesso sta sotto il pavimento. La ID. Polo Trend monta una batteria LFP da 37 kWh (poco meno della famigerata e fallimentare Fiat 500 elettrica), abbinata a un motore da 115 CV. L’autonomia dichiarata secondo il ciclo WLTP è di 323 chilometri. Sufficiente per la stragrande maggioranza degli spostamenti quotidiani, certo, meno adatta a chi si fa regolarmente l’autostrada con valigie nel bagagliaio. Sui percorsi extraurbani, però, la ricarica rapida DC fino a 88 kW accorcia i tempi, dal 10 all’80% in 23 minuti.
La batteria NMC da 52 kWh, quella con cui gli allestimenti “Life” e “Style” si possono ordinare in alternativa, per ora non è disponibile sulla Trend. Potrà arrivare in seguito, ma al momento la versione base gioca sul campionato di città, periferia e pendolarismo.
Un’elettrica tedesca da meno di 25.000 euro con questa dotazione (ma con qualche chilometro in più di autonomia) potrebbe rimettere in discussione qualche certezza dei costruttori francesi, giapponesi e cinesi che finora presidiavano quella fascia di prezzo.
