Aston Martin risponde all’elettrificazione con 838 CV e un V8 che si fa sentire

L’Aston Martin Valen utilizza un V12 biturbo da 850 CV senza elettrificazione e sarà costruita in 150 esemplari.
Aston Martin Valen

La nuova Aston Martin Valen porta a 850 CV il V12 biturbo anteriore senza ricorrere ad alcun supporto elettrico, riservando questa configurazione a una serie di 150 esemplari. Secondo la casa automobilistica britannica, si tratta dell’auto di produzione con motore anteriore più potente mai realizzata, primato ottenuto partendo dalla piattaforma della Vanquish e intervenendo su peso, telaio e aerodinamica. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Q by Aston Martin e la nuova divisione Special Vehicle Operations, mentre le prime consegne sono previste nel secondo trimestre del 2027.

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La nuova Aston Martin Valen monta un V12 da 850 CV con produzione limitata a 150 esemplari

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Il V12 di 5,2 litri sviluppa 1.000 Nm già da 2.500 giri e trasferisce tutta la potenza alle ruote posteriori attraverso il cambio automatico ZF a otto rapporti. La trasmissione adotta strategie software derivate dalla Vantage GT4 per accorciare i passaggi di marcia, contribuendo a uno scatto da 0 a 100 km/h in 3 secondi. La velocità massima raggiunge 345 km/h ed è limitata elettronicamente.

Aston Martin ha eliminato fino a 110 kg rispetto alla piattaforma V12 di partenza utilizzando il carbonio per la carrozzeria, il magnesio per i cerchi da 21 pollici e il titanio per l’impianto di scarico, insieme a componenti in alluminio sviluppati appositamente. Un pacchetto opzionale riduce il peso di altri 16,9 kg grazie ad alcuni elementi delle sospensioni lavorati dal pieno e alla bulloneria in titanio. I cerchi montano pneumatici Pirelli P Zero R realizzati sulle caratteristiche della Valen.

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La Valen adotta molle specifiche e ammortizzatori semiattivi Bilstein DTX, abbinati a un telaio posteriore fissato rigidamente per rendere più immediate le reazioni del retrotreno. I dischi carboceramici misurano 410 mm davanti e 360 mm dietro, dimensioni necessarie per gestire velocità e massa durante le frenate più intense. Le modalità Sport, Sport+ e Track modificano la risposta dello sterzo, dell’acceleratore e del controllo di stabilità senza cambiare l’architettura a trazione posteriore.

Lo scarico in titanio utilizza due terminali superiori sempre aperti e altrettante uscite inferiori regolate da valvole, così il flusso cambia in base al regime e alla modalità selezionata. Aston Martin ha lavorato sulla lunghezza e sulla forma dei condotti superiori per aumentare la risonanza alle frequenze più alte del V12. Il risultato privilegia una tonalità più acuta man mano che il motore sale di giri, anziché intervenire soltanto sul volume.

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La carrozzeria interamente in fibra di carbonio elimina anche il lunotto, sostituito da telecamere che inviano al guidatore le immagini della zona posteriore. Questa soluzione lascia maggiore libertà nel disegno della coda e accompagna un’aerodinamica sviluppata esclusivamente per la coupé. Aston Martin non ha annunciato una variante cabriolet e completerà la produzione dei 150 esemplari dopo l’avvio delle consegne nel 2027.