La Germania sostiene l’estensione del sistema di assistenza alla guida Tesla a tutta l’Unione europea, dopo un accordo raggiunto con il costruttore sui limiti di velocità e sulla responsabilità di chi siede al volante. Il ministro dei Trasporti Steffen Bilger ha annunciato il proprio appoggio il 6 ottobre. Inoltre, Tesla ha proposto di abbandonare il nome Full Self-Driving Supervised in favore di Tesla Assisted Driving.
Tesla FSD, la Germania sostiene il via libera in tutta l’Unione europea
Il sostegno di Berlino arriva dopo che la tecnologia ha già superato le verifiche dell’autorità olandese RDW, che il 10 aprile ne ha autorizzato l’utilizzo nei Paesi Bassi. L’ente ha esaminato il sistema per oltre diciotto mesi, effettuando più di 1.000 prove durante oltre 3.000 ore di test su pista e strade pubbliche. Nella valutazione sono entrati anche dati relativi a 1,8 milioni di chilometri percorsi in Europa, controllati insieme alle analisi statistiche fornite dal produttore.
Durante gli incontri di settembre, il ministero tedesco ha accettato la possibilità che l’assistenza superi la velocità consentita fino al 10%. Su una strada con limite di 50 km/h, questo corrisponderebbe a 55 km/h. Berlino ritiene che uno scostamento contenuto possa, in determinate circostanze, favorire un andamento più regolare del traffico e intende sostenere questa impostazione nel procedimento europeo, che deve ancora concludersi.
La proposta di cambiare denominazione risponde invece alle obiezioni sul termine Full Self-Driving, che può far pensare a un’automobile capace di viaggiare senza controllo umano. Tesla Assisted Driving renderebbe più esplicito il ruolo del software, che assiste nelle accelerazioni e nelle frenate, intervenendo anche sullo sterzo, ma che richiede una supervisione continua.
L’autorizzazione olandese permette di utilizzare il sistema senza tenere costantemente le mani sul volante, purché il conducente possa riprendere subito i comandi. I sensori verificano che lo sguardo rimanga rivolto alla strada e, se rilevano disattenzione, avviano una serie di richiami che può portare alla sospensione temporanea della funzione. La responsabilità della guida rimane quindi dell’automobilista, anche durante l’impiego in città.
L’approvazione valida in tutta l’Ue richiede ancora il completamento della procedura presso la Commissione europea e il voto degli Stati membri. L’appoggio tedesco, che diventa così il nono Paese in Europa a dare il via libera alla tecnologia, rafforza sicuramente la posizione di Tesla, ma non equivale all’apertura del servizio nei mercati ancora in attesa, Italia compresa.
Chi segue il possibile arrivo nel nostro Paese dovrà inoltre considerare le caratteristiche della versione europea. La RDW ha precisato che software e funzioni differiscono da quelli disponibili negli Stati Uniti, poiché devono rispettare requisiti di omologazione diversi.






