Hyundai ha avviato nello stabilimento turco di İzmit la produzione della nuova IONIQ 3, trasformando uno dei suoi principali poli europei nella prima fabbrica del Paese gestita da un costruttore straniero a realizzare automobili elettriche. La partenza delle linee rappresenta il risultato di un investimento da 250 milioni di euro e prepara il terreno al debutto commerciale, previsto da settembre 2026 con tempistiche differenti a seconda dei mercati.
Hyundai IONIQ 3: parte in Turchia la produzione dell’elettrica da 496 km
L’intervento industriale ha coinvolto oltre la metà dello stabilimento, mentre più di mille dipendenti sono stati assegnati a nuove mansioni per adattare processi e competenze alla produzione elettrica. Secondo le indicazioni fornite durante l’inaugurazione, la capacità iniziale dovrebbe raggiungere 30.000 IONIQ 3 all’anno, affiancando progressivamente gli altri modelli costruiti a İzmit. Hyundai sta inoltre preparando le nuove generazioni di i20 e Bayon, che dal 2027 dovrebbero introdurre anche motorizzazioni ibride.
Con una lunghezza di 4,16 metri e un passo di 2,68 metri, la IONIQ 3 entra nel segmento B con una carrozzeria definita Aero Hatch, più filante rispetto a quella di un crossover tradizionale. Le proporzioni compatte non impediscono di ottenere una capacità complessiva di 441 litri, suddivisa tra il bagagliaio principale e un vano inferiore da 119 litri chiamato Megabox. L’aerodinamica beneficia invece di un coefficiente di resistenza dichiarato pari a 0,263.
La gamma comprende una versione Standard Range con batteria da 42,2 kWh e motore da 147 CV, per la quale Hyundai stima un’autonomia WLTP di 344 chilometri. La Long Range utilizza un accumulatore da 61 kWh e un propulsore da 135 CV, configurazione orientata maggiormente all’efficienza che dovrebbe consentire di raggiungere 496 chilometri. Questi valori restano indicativi fino al completamento dell’omologazione definitiva.
La piattaforma E-GMP con architettura a 400 volt permette di passare dal 10 all’80 per cento in circa mezz’ora, mentre il caricatore in corrente alternata da 22 kW sarà disponibile come optional. Hyundai prova così a ridurre distanze logistiche e tempi di consegna per un modello chiamato a confrontarsi con le elettriche compatte più diffuse del continente.


