McLaren sceglie la Monterey Car Week 2026 per compiere un passo inatteso, anticipato nei giorni precedenti attraverso un teaser. La McL 6GT non nasce per inseguire nuovi primati di potenza o velocità, ma per recuperare quel coinvolgimento meccanico progressivamente scomparso dalle supercar moderne. Il concept abbina infatti un motore V8 alla trazione posteriore e a un cambio manuale a sei rapporti, una soluzione che mancava su una McLaren destinata alla strada dai tempi della F1.
McLaren McL 6GT, il cambio manuale riporta in vita il sogno di Bruce McLaren
Il ritorno alla trasmissione manuale viene sottolineato lasciandone in vista il comando, alla cui base compare lo Speedy Kiwi legato alle origini della casa britannica. Anche il servosterzo idraulico risponde alla volontà di mantenere una comunicazione più diretta tra l’automobile e il conducente, limitando almeno in parte i filtri introdotti dalle soluzioni elettroniche utilizzate sulle sportive più recenti.
La monoscocca e la carrozzeria sono realizzate in fibra di carbonio, materiale impiegato per contenere la massa e lasciato visibile in diversi punti dell’abitacolo. McLaren non ha ancora comunicato potenza e prestazioni, preferendo concentrare la presentazione sul rapporto peso-potenza e sul coinvolgimento offerto al conducente.
Il legame con la M6GT prende forma nelle proporzioni della carrozzeria, molto più vicine a quelle di un prototipo da competizione degli anni ’60 che alle McLaren stradali di oggi. Il muso scende verso l’asfalto, mentre l’abitacolo compatto si raccorda ai larghi passaruota posteriori prima di lasciare spazio alla coda tronca. I richiami storici entrano direttamente nel disegno attraverso la firma luminosa Racing Loop, che delimita il posteriore, e la grafica tono su tono ispirata alla targa OBH 500H utilizzata sulla vettura personale di Bruce McLaren.
Quelle proporzioni riportano alla M6A che dominò il campionato Can-Am nel 1967 e dalla quale Bruce McLaren tentò di ricavare una supercar omologata per la strada. Il progetto assunse il nome M6GT e arrivò allo stadio di prototipo, tanto che il fondatore del marchio ne guidava personalmente un esemplare negli spostamenti quotidiani e durante i trasferimenti verso i circuiti. La produzione programmata non ebbe però seguito dopo la sua morte, avvenuta nel 1970 durante una sessione di collaudo a Goodwood.
McLaren Special Operations ha recuperato quella storia nel 2026 ricostruendo la M6GT intorno a un telaio da competizione M6A realizzato all’epoca, mentre la carrozzeria è stata riprodotta utilizzando gli stampi originali e i materiali conservati negli archivi del marchio. L’esemplare presentato al Goodwood Festival of Speed ha preceduto di poche settimane la McL 6GT mostrata a Monterey, che trasferisce l’idea originaria in una supercar contemporanea e anticipa un modello di serie atteso nel 2028.
McLaren intende collocare la futura vettura al di sopra della gamma attuale, all’interno di una nuova categoria di supercar altamente esclusive nella quale il richiamo al passato dovrà tradursi soprattutto in un’esperienza di guida meccanica e diretta.



