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Maserati: i 3 modelli più veloci al Nurburgring

Le auto del tridente hanno un’indole sportiva: interessante conoscere i tempi delle Maserati sul leggendario circuito tedesco.

La Maserati MC12 vista dall'alto (Foto Maserati)

Oggi mettiamo a fuoco i migliori crono messi a segno dalle Maserati al Nurburgring, considerato da molti il circuito ideale per misurare il valore di un’auto sportiva e tradurlo in cifre. Questa posizione non è condivisa da tutti, ma è un dato di fatto che i tempi sul giro scritti sulla Nordschleife siano un riferimento importante per gli appassionati. Nelle discussioni da bar, spesso, i lap time tedeschi sono tirati in ballo, scatenando contese infinite. Anche le case automobilistiche non sono immuni alla tentazione di far vedere di cosa sono capaci i loro modelli al Nurburgring.

Spesso, infatti, i marchi più blasonati mettono alla prova le auto del catalogo fra i saliscendi dell’Inferno Verde. A volte sono i driver chiamati in causa dalle riviste specializzate a spremere i modelli in quella cornice ambientale, per vedere fin dove le vetture in prova possono spingersi. Altre volte sono i tester ufficiali dei costruttori a cimentarsi nell’impresa. Oggi ci occupiamo dei riscontri cronometrici ottenuti sulla Nordschleife del Nurburgring dalle Maserati più performanti cronometrate fra i suoi cordoli.

Non è detto che i modelli riportati siano quelli effettivamente più veloci del marchio, perché non tutti sono stati provati in quel contesto. Con buona probabilità, però, le cifre sono abbastanza credibili per stilare una scala dei valori. Manca all’appello la nuova Maserati MC20, dalla quale è lecito attendersi un tempo sul giro di riferimento nell’ambito del marchio modenese, ma al momento non sono disponibili i suoi numeri prestazionali sull’impianto tedesco. Quando ci saranno, una revisione di questa graduatoria sarà necessaria.

1) La regina è la MC12: 7’24″29

La Maserati MC12 è l’auto che, al momento, detiene il primato di modello del “tridente” più veloce sulla Nordschleife del Nurburgring. Questa biposto di sangue blu ha completato un giro dell’impianto tedesco in 7’24″29. Un tempo capace di dire ancora oggi la sua, a riprova della bontà della vettura, che all’efficacia del telaio e del motore unisce un’aerodinamica di taglio agonistico. Si vede a distanza quanto la sua ingegneria sia al servizio delle prestazioni. Fra i suoi punti di forza, il grande equilibrio dinamico, che infonde sicurezza in chi sta al volante. Non è un caso se la vettura si è imposta nell’universo sportivo, con risultati da incorniciare fra le Gran Turismo, nel campionato FIA GT.

Questa supercar da sogno si concede alla vista con linee da prototipo. Sembra una belva scappata dal nastro d’asfalto di Sebring, anche se è possibile incontrarla in centro città, magari davanti a un locale alla moda. Le sue linee, firmate Giugiaro, sono fantastiche nella vista frontale e di 3/4 anteriore. Anche il profilo laterale è molto bello, mentre lo specchio di coda perde qualche punto rispetto al resto.

Pensata come base per la versione da corsa, questa imponente automobile derivava dalla Ferrari Enzo, di cui è una sorta di sorella. Anche Dallara concorse alla sua progettazione. La Maserati MC12 gode della spinta del V12 di Maranello da 6 litri di cilindrata, leggermente depotenziato. Sviluppa infatti 630 cavalli contro gli oltre 660 della già citata Enzo, da cui eredita anche il telaio. Le prestazioni si ponevano al vertice, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3.8 secondi e una velocità massima di oltre 330 km/h.

I materiali compositi hanno trovato esteso impiego nel suo corpo. Anche la carrozzeria di questa coupé con tettuccio rigido asportabile è in fibra di carbonio. Sportiva la distribuzione dei pesi, con un 41% di carico nella parte anteriore e il 59% nella parte posteriore. La Maserati MC12 ha le sospensioni a ruote indipendenti e quadrilateri articolati (sistema push-rod) con geometria antidive-antisquat e con ammortizzatori contrapposti. La sua foga dinamica viene contrastata da un impianto frenante Brembo molto potente, con dischi forati da 380 mm di diametro all’anteriore e da 355 mm al posteriore. C’è pure l’ABS.

2) Maserati GranTurismo MC Stradale: 8’13″60

In piazza d’onore, alle spalle della inarrivabile MC12, si colloca la Maserati GranTurismo MC Stradale, che nel 2012, mise a segno il tempo di 8’13″60 sulla Nordschleife del Nurburgring. Autore di questo crono fu il pilota Horst von Saurma, chiamato a gestirne le danze per conto della rivista Sport Auto. Oggi, magari, un simile dato non fa impressione, ma in quegli anni, per un’auto dall’indole lussuosa e raffinata, era una bella performance. La GranTurismo, che attende un’erede, è una delle sportive più belle dell’era moderna.

Il suo look da sogno porta la firma di Pininfarina, cui va il merito di un progetto stilistico straordinario, capace di superare le insidie del tempo. Sin dal debutto del modello, avvenuto al Salone di Ginevra del 2007, gli appassionati hanno amato le sue forme. La MC Stradale è una sua versione “estrema”. Si tratta, in sostanza, della variante omologata per l’uso stradale della GranTurismo GT4 da gara. Il suo debutto in società avvenne al Motorshow di Bologna del 2010. Qui lasciò a bocca aperta gli appassionati, per la sua forza espressiva.

Le linee, in questa veste, diventano più cattive, senza perdere un filo di eleganza. Non parliamo, poi, del sound, che entra nelle corde emotive, per imprimervi perennemente le sue note. Roba da antologia. Più leggera, veloce e potente rispetto alle sorelle, questa versione si offre allo sguardo con inedite appendici aerodinamiche, perfettamente inserite nella tela grafica generale. L’aggiunta della modalità “Race” fra le logiche operative, sottolinea ulteriormente l’indole del modello.

Cuore pulsante è un V8 da 4.7 litri, di origine Ferrari, con 450 cavalli di potenza (poi diventati 460). Questa energia viene scaricata a terra con l’ausilio di un cambio elettroattuato di nuova generazione. Ciò si traduce in vantaggi nello sprint e nel piacere di guida. Il passaggio da 0 a 100 km/h viene coperto in soli 4.6 secondi, mentre la velocità massima si spinge a quota 301 km/h. Nel 2013 i dati migliorano ulteriormente, con alcune modifiche al pacchetto. A frenare la foga della Maserati GranTurismo MC Stradale ci pensa un impianto carboceramico della Brembo, che svolge efficacemente la sua azione.

3) Maserati Coupé GranSport: 8’18″00

Al terzo posto, fra le auto sportive del “tridente” cronometrate al Nurburgring, si colloca la Maserati Coupé GranSport. Un esemplare della specie, in un test del 2007 sulla Nordschleife condotto dalla rivista Sport Auto, ha completato un giro della pista in 8’18″00. In quegli anni non era un tempo da ridere, anche se oggi ci sono auto molto meno nobili che si dimostrano efficaci allo stesso modo tra i cordoli dell’Inferno Verde. La GranSport è un’evoluzione della Coupé lanciata dalla casa modenese nel 2002, in sostituzione della precedente 3200 GT. Rispetto a quest’ultima perdeva i caratteristici gruppi ottici posteriori a boomerang e, soprattutto, il motore biturbo.

Qui il compito della spinta era infatti affidato a un cuore V8 in lega d’alluminio, di derivazione Ferrari, con cilindrata di 4.2 litri. Notevoli i valori di coppia e potenza specifica. Sulla GranSport, giunta in società al Salone dell’Auto di Ginevra del 2004, il bagaglio energetico di questa unità propulsiva toccava quota 400 cavalli (10 in più del precedente step). Cresceva anche il vigore dinamico, con superiori dosi di piacere di guida elargite a chi ne gestiva le danze.

I passaggi di marcia diventavano più rapidi, grazie al nuovo Cambiocorsa, ottimizzato nel funzionamento. Sulla Maserati Coupé V8 GranSport il cambio manuale non era disponibile neanche in opzione. La cosa mise un pizzico di tristezza nell’animo di alcuni appassionati, ma bisogna riconoscere che l’elettroattuato, nella più recente veste, era proprio un bel cambio. Con il suo ausilio, scaricare a terra la grande potenza del motore era un grande piacere.

Di notevole fascino le scalate, con le doppiette automatiche, che regalavano (e continuano a regalare) ulteriori note di poesia al sound di questa granturismo, in grado di raggiungere i 290 km/h di velocità massima. Sul fronte estetico, le differenze con la precedente Coupé, erano concentrare sulla griglia anteriore, ora più larga e cromata, e sui nuovi cerchi, dal design più racing. I terminali di scarico, sulla GranSport, regalavano un quadro sonoro ancora più avvincente.

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