Fino a poco tempo fa sarebbe sembrata una barzelletta da bar dei concessionari. Oggi lo dice l’amministratore delegato in persona: Volkswagen si prepara a importare in Europa auto elettriche nate e vendute solo in Cina. Thomas Schäfer lo ha confermato al Salone di Parigi, mettendo fine a mesi di indiscrezioni.
La formula scelta è da manuale della diplomazia aziendale. Uno o più modelli, canali di importazione selezionati, nessuna auto che uscirà dal listino attuale. Wolfsburg vuole capire se il pubblico europeo ha voglia di berline e SUV extralarge, senza rischiare un euro nello sviluppo di vetture pensate da zero per il Vecchio Continente.
Negli ultimi due anni, spiega Schäfer, il gruppo ha ripensato i veicoli da cima a fondo, lavorando con i partner locali e con i team di ingegneria guidati da Kai Grünitz. Obiettivo annunciato, auto competitive sui costi nel mercato più feroce del pianeta. Missione compiuta, a sentire lui. Ora quel know-how potrebbe attraversare l’Eurasia al contrario.
Tra i candidati, il più scenografico è la ID. Unyx 09, una berlina elettrica di 5,08 metri sviluppata con Xpeng, tecnologia tarata sul gusto cinese. Che sia in vendita anche fuori dall’Asia, però, Volkswagen non l’ha ancora detto.
Più concreta, almeno sulla carta, la ID. Aura T6, SUV a batterie di circa 4,8 metri targato FAW-Volkswagen. Si piazzerebbe sopra la ID. Tiguan, appena annunciata per l’Europa, in un segmento dove oggi il marchio tedesco non ha nulla di equivalente.
Poi c’è la famiglia ID. Era, con berline e SUV fino a 5,2 metri: proprio il genere di auto che, per dimensioni, Volkswagen non progetterebbe mai in versione europea, e che Schäfer cita come esempio perfetto per l’importazione.
L’idea è scegliere con il bilancino i modelli che completano la gamma, non scaricare in Europa l’intero catalogo cinese. Altrove, intanto, la strategia è già in marcia, le auto sviluppate in Cina cominciano a viaggiare verso Australia e Medio Oriente, dove le condizioni commerciali rendono tutto più semplice.
Sullo sfondo c’è un’alternativa che non è mai stata smentita. Già la scorsa estate circolavano studi di fattibilità per produrre queste vetture direttamente in Europa, con lo stabilimento tedesco di Zwickau tra i candidati. Mossa furba, perché permetterebbe di aggirare anche i dazi europei sulle elettriche importate dalla Cina.


