Ford torna in Europa, anche se i concessionari dovranno avere pazienza. Il Wall Street Journal, in un articolo di pochi giorni fa, parla di un marchio che vuole rilanciare la propria identità puntando sull’eredità sportiva, ma la data sul calendario è inesorabile. I modelli destinati a far ripartire le vendite non arriveranno prima del 2028.
Il che pone la rete davanti a una domanda scomoda: come si tiene aperta la baracca per due anni, con i saloni pieni di auto che il pubblico guarda già con un’aria di congedo?
Il piano industriale, almeno sulla carta, è ordinato. La partnership con Renault, annunciata nel dicembre 2025, prevede due Ford elettriche costruite sulla piattaforma Ampere, in arrivo nelle concessionarie nel 2028. Un’architettura condivisa fa risparmiare e rende più competitivi, ma lascia a Ford un compito tutt’altro che banale, ovvero far sembrare una Ford un’auto che, però, sotto la pelle parla francese. Design e dinamica di guida dovranno portare tanta personalità.
L’accordo del 23 luglio con Geely prevede a Valencia una joint venture industriale detenuta al 66% da Ford e al 34% dal partner cinese. Se le autorizzazioni arriveranno, lo stabilimento dovrebbe avviare le attività nella prima metà del 2027, con i nuovi cicli produttivi a partire dal 2028. Lì nasceranno un SUV compatto della famiglia Bronco e un crossover multi-energia disegnato da Ford e sviluppato con Geely, più due SUV elettrici del marchio cinese. Nel frattempo la Kuga continua a girare, perché i volumi servono a saturare la capacità produttiva e a tagliare i costi.
Il quadro complessivo, presentato già a maggio, parla di cinque nuovi modelli entro fine 2029, che sono due piccole elettriche, il nuovo Bronco e due crossover multi-energia. Dentro ci sono elettrificazione, motorizzazioni per tutti i gusti e dettagli di design che strizzano l’occhio al mondo dei rally.
Ai concessionari, però, non si chiede solo di aspettare. Ford vuole spingere sui servizi per i professionisti: monitoraggio da remoto dei veicoli commerciali e pianificazione degli interventi in officina. La rete dovrà farsi viva coi clienti prima del guasto, anticipando le riparazioni invece di subirle. Meglio costruire adesso i ricavi da servizi e attività business, dato che poi nel 2028 arriva la gamma passeggeri più ampia con cui lavorare.


