Tesla risorge? Il sold-out della Model Y costringe ad attese più lunghe nelle consegne

Tesla Model Y torna regina delle elettriche: consegne a gennaio-febbraio 2027, 486.000 auto nel terzo trimestre e Berlino accelera. La crisi è finita?
tesla model y 2026

Tesla ha un “problema” sulle consegne che gli altri costruttori invidierebbero: le Model Y ordinate oggi arriveranno tra gennaio e febbraio 2027. Per la versione a trazione posteriore, almeno, perché la Premium Long Range slitta al primo trimestre dell’anno prossimo. Solo la Performance se la cava in fretta, con consegne indicate tra novembre e dicembre 2026.

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Chi la dava per spacciata nel 2025 dovrà rivedere gli appunti. L’anno scorso le vendite erano crollate, e la colpa, a detta di molti, era più dell’immagine del suo amministratore delegato che dei prodotti. Elon Musk aveva fatto il lavoro che di solito spetta ai concorrenti: danneggiare il marchio. Ora il peggio sembra alle spalle, anche in Europa, dove la crisi aveva morso più forte.

tesla model y 2026

I numeri del terzo trimestre 2026 parlano chiaro. Oltre 486.000 auto vendute nel mondo, circa 20.000 più delle previsioni. A trascinare il gruppo sono soltanto due nomi, Model Y e Model 3. Il Cybertruck resta in listino, certo, ma con vendite marginali, dato che il pick-up che doveva cambiare il mondo fa da comparsa.

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La Model Y ha ripreso il trono delle elettriche immatricolate a settembre in più di un paio di Paesi europei. La Model 3 è tutta un’altra storia. La berlina vive di una domanda meno intensa, perché il SUV si prende la maggior parte delle vendite. Le Premium Long Range sono promesse per novembre 2026. La Performance, invece, aspetta il primo trimestre 2027. La più sportiva è quella che si fa desiderare di più.

Per accorciare le code, Tesla guarda a Berlino. La Gigafactory produce fino a 5.000 vetture a settimana, e l’obiettivo dichiarato è arrivare a 7.500. Se l’aumento di cadenza si concretizzerà, i tempi di consegna potrebbero ridursi.

tesla model y 2026

Non è ben chiaro se questo sia un segnale di salute o di un sistema produttivo che fatica a stare dietro alla richiesta. Nel frattempo i concorrenti europei, che promettono elettriche “alla portata di tutti”, possono consolarsi, almeno le loro si trovano subito in concessionaria.

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