Tesla ha annunciato il via libera croato al Full Self-Driving Supervised, aggiungendo un altro Paese alla diffusione europea del proprio sistema di assistenza alla guida. Il rilascio del software dovrebbe cominciare a breve, secondo quanto comunicato il 29 settembre, mentre l’autorizzazione valida per tutta l’Unione europea resta in sospeso. Il voto inizialmente atteso a ottobre è stato rinviato e, secondo quanto riportato da Reuters, una decisione non appare possibile prima di dicembre.
Tesla ottiene il via libera per il FSD in Croazia, ma il voto europeo slitta
L’estensione all’intera UE richiede una maggioranza qualificata, con il sostegno di almeno 15 dei 27 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Unione. Il numero dei Paesi favorevoli deve quindi accompagnarsi a un peso demografico sufficiente. L’approvazione croata amplia la disponibilità nazionale del servizio, e fa salire a 8 i Paesi europei a sostegno della tecnologia, ma non conclude la procedura necessaria per renderlo utilizzabile in tutti i mercati europei.
Le obiezioni di alcuni Stati membri e di un’organizzazione impegnata nella sicurezza stradale riguardano soprattutto la possibilità che il sistema superi i limiti di velocità. Reuters indica questo comportamento fra i punti più controversi del confronto sull’autorizzazione comune. La discussione riguarda quindi anche il modo in cui l’assistenza gestisce la velocità sulle strade europee, oltre alle verifiche già svolte per consentirne l’impiego nei singoli Paesi.
L’autorità olandese RDW aveva autorizzato il sistema FSD Supervised il 10 aprile, dopo oltre un anno e mezzo di valutazioni. In seguito sono arrivati altri via libera, fra cui quello del Belgio, mentre la Slovenia ha approvato il sistema a settembre. Queste autorizzazioni permettono una diffusione graduale, in attesa della decisione che potrebbe estendere l’utilizzo del software all’intera Unione.
Il sistema FSD Supervised rimane un’assistenza che opera sotto il controllo del guidatore, responsabile della guida e tenuto a sorvegliare la strada e intervenire quando necessario. La RDW precisa inoltre che il software europeo presenta alcune differenze rispetto a quello statunitense, per cui funzionalità e comportamento delle due versioni non possono essere considerati identici.
Nel resoconto pubblicato a giugno, l’autorità olandese riferiva di oltre 3.000 ore di prove e più di mille test, con analisi di dati relativi a 1,8 milioni di chilometri percorsi in Europa. Dopo l’omologazione ha anche aumentato la frequenza dei rapporti richiesti al costruttore, passando da annuale a mensile, per seguire il funzionamento sulle vetture in circolazione.
Tesla considera l’espansione del sistema FSD importante per sostenere le vendite e recuperare quote di mercato, mentre cresce la concorrenza delle elettriche cinesi. Un eventuale via libera europeo estenderebbe l’autorizzazione anche all’Italia, ma il calendario dipende ancora dall’esito del confronto tra i Paesi membri.





