Tesla: un nuovo brevetto affronta i rischi della ricarica senza cavi

Tesla deposita un brevetto per rilevare gli oggetti metallici sulla piastra di ricarica wireless, con una possibile applicazione sul Cybercab.
Tesla Cybercab wireless

Tesla studia un sistema di ricarica wireless capace di riconoscere gli oggetti metallici rimasti sulla piastra, un problema che può diventare particolarmente delicato quando a fare rifornimento è un’auto senza conducente. La domanda di brevetto, depositata a marzo e pubblicata il 1° ottobre 2026, riguarda una tecnologia che potrebbe contribuire ad automatizzare la ricarica del Cybercab, veicolo che per la maggior parte del tempo dovrà gestirsi autonomamente.

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Tesla lavora al caricatore wireless per rendere il Cybercab più autonomo

tesla cybercab e ricarica wireless

Il collegamento con il robotaxi riguarda la possibilità di ricaricare la batteria senza intervento umano. Un veicolo può raggiungere da solo il punto di ricarica, ma il cavo richiede comunque qualcuno che lo colleghi e lo rimuova, a meno di ricorrere a un dispositivo automatico. Una piastra a terra permetterebbe invece di trasferire energia al veicolo parcheggiato sopra di essa, eliminando questo passaggio nella gestione della flotta.

Il campo magnetico utilizzato per la ricarica può però riscaldare anche un oggetto metallico finito fra la piastra e il ricevitore dell’automobile. Una moneta o una chiave diventano così qualcosa da individuare prima che il trasferimento di energia provochi un surriscaldamento. Il brevetto affronta proprio questo rischio, cercando di riconoscere gli oggetti anche quando cambiano le condizioni termiche.

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Secondo quanto riportato da Teslarati, che ha ripreso il documento, il sistema analizza la risposta di alcune bobine a segnali elettrici con frequenze vicine a quella di risonanza. La presenza del metallo produce un aumento della resistenza e una diminuzione dell’induttanza, grandezze che descrivono il comportamento elettrico della bobina. Il rilevatore esamina queste variazioni per distinguerle da quelle provocate dalla temperatura.

tesla cybercab

Una piastra che si scalda durante il funzionamento, infatti, non deve necessariamente essere trattata come se avesse un corpo estraneo sopra di sé. Riconoscere la differenza potrebbe limitare le interruzioni inutili, mantenendo il controllo sugli oggetti che richiedono davvero attenzione. In una flotta di robotaxi questo aiuterebbe a ridurre le situazioni nelle quali un addetto deve verificare perché la ricarica si sia fermata.

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Altri documenti emersi ad agosto mostrano che Tesla ha studiato anche il controllo termico attraverso sensori integrati nella piastra. Un’ulteriore soluzione riguarda circuiti configurabili in fabbrica per batterie da 400 oppure 800 volt, utilizzando gli stessi componenti con collegamenti differenti.

Tesla aveva già mostrato una possibile piastra domestica all’Investor Day del 2023, confermando successivamente di lavorare alla ricarica a induzione. Restano però da conoscere i tempi di commercializzazione e le vetture compatibili, compresa l’eventuale possibilità di adattare le auto già in circolazione. Il nuovo brevetto aggiunge una soluzione per il rilevamento degli oggetti metallici, senza confermare però quando arriverà sui modelli di serie.