Tesla FSD Supervised arriverà anche in Repubblica Ceca, dove le autorità hanno autorizzato il sistema dopo aver inizialmente espresso riserve sul suo funzionamento. Tesla ha annunciato l’approvazione il 21 settembre, indicando come imminente la distribuzione ai clienti. La Repubblica Ceca diventa così il settimo Paese dell’Unione Europea ad autorizzare il FSD Supervised, dopo Paesi Bassi, Lituania, Estonia, Danimarca, Belgio e Slovenia.
Tesla ottiene il sì della Repubblica Ceca dopo i dubbi sul sistema FSD
L’attivazione riguarderà le vetture dotate di hardware HW4, attraverso un abbonamento da 99 euro mensili. Il pacchetto permette al software di gestire diverse manovre, comprese svolte, cambi di corsia e attraversamento degli incroci, mantenendo però obbligatoria la supervisione del conducente.
La denominazione Full Self Driving non indica infatti una guida completamente autonoma. Si tratta di un’assistenza di Livello 2, che richiede attenzione continua e disponibilità a intervenire quando necessario. Anche durante l’utilizzo in città, chi guida deve controllare il comportamento della vettura e l’ambiente circostante, senza affidare interamente al software la gestione del viaggio.
Proprio il monitoraggio del conducente figurava fra i punti contestati dalle autorità ceche all’inizio del 2026. Le perplessità riguardavano inoltre il riconoscimento dei segnali stradali e l’osservanza dei limiti di velocità, tanto da spingere Praga a non recepire inizialmente l’omologazione olandese e a preferire una decisione condivisa nell’Unione.
Il successivo confronto con i tecnici Tesla e con altri Paesi europei ha accompagnato ulteriori valutazioni del sistema. Nell’esame hanno avuto spazio anche i dati provenienti dai mercati dove FSD Supervised era già disponibile, contribuendo al superamento delle obiezioni che avevano frenato l’autorizzazione nazionale.
Il prossimo appuntamento europeo è fissato per il 6 ottobre, quando è prevista una votazione sull’estensione dell’approvazione. La maggioranza richiesta comprende almeno 15 Stati sui 27 membri, rappresentativi di almeno il 65% della popolazione dell’Unione. Le sette autorizzazioni nazionali già ottenute non bastano quindi, da sole, a garantire quel risultato. Il via libera di Praga aggiunge un Paese favorevole alla lista, ma l’esito del passaggio comunitario resta ancora aperto.




