Tesla, auto incollata alla strada con le ventole: il progetto a un passo dal debutto della Roadster

Tesla brevetta un’auto con ventole elettriche per aumentare il carico aerodinamico. Roadster in arrivo? Cosa dice davvero il documento USPTO.
tesla roadster

Mancano due settimane all’evento più atteso della Casa californiana e arriva proprio adesso la notizia del brevetto “US 12.746.987 B1”, pubblicato ufficialmente il 29 settembre 2026. La dimostrazione della Tesla Roadster, slittata al 15 ottobre per il maltempo previsto sul luogo dell’evento, sembra in qualche modo essere stata anticipata dall’ennesimo complotto aerodinamico. Forse, diranno alcuni, è solo una coincidenza.

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Il documento si intitola “Electric Fan Car” e la domanda risale a gennaio 2024, con priorità provvisoria del 17 gennaio 2023. A decidere la data d’uscita è stato il calendario dell’ufficio brevetti americano, non quello di Elon. Leggerlo come una scheda tecnica della Roadster significa vedere nel caffè il futuro.

brevetto tesla

Nel merito, l’idea di Tesla è meno banale di quanto sembri. Quattro ventole assiali elettriche sono incastonate nel diffusore posteriore, separate da lamelle verticali. Un’imboccatura sotto il fondo convoglia l’aria in un condotto che termina proprio lì: le ventole la risucchiano, la pressione sotto la vettura crolla e quella atmosferica, dall’alto, schiaccia l’auto sull’asfalto. Il tutto pescando dalla batteria ad alto voltaggio e funzionando a comando.

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Il punto forte è che il sistema agisce a prescindere dalla velocità. Un diffusore tradizionale ha bisogno di aria che corra veloce per fare il suo mestiere, e a basse andature è poco più di un soprammobile. Le ventole, invece, potrebbero dare stabilità in curva e mordente in frenata proprio dove l’aerodinamica passiva alza bandiera bianca. Il brevetto parla di aumentare il carico e ridurre la resistenza, in entrambi i casi senza dipendere dalla velocità.

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Poi arrivano i conti che nessuno ha presentato. Consumo energetico, ingombri, rumorosità, rischio di aspirare detriti: tutti compromessi concreti, e nel documento non c’è un solo dato di prova.

Non è nemmeno una novità assoluta. La McMurtry Speirling e la Gordon Murray T.50 ci hanno già pensato. Il contributo di Tesla sarebbe l’esecuzione nativa elettrica, con la corrente della batteria al posto di una trasmissione meccanica.

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Per quanto riguarda la Roadster? Le tavole mostrano una sagoma da Model S, ma nei brevetti le carrozzerie sono spesso generiche, quindi il dettaglio non dice nulla né in un senso né nell’altro. Esiste anche un precedente deposito con minigonne mobili e ventole, segno che a Fremont l’idea circola da anni. Nessuna dichiarazione, specifica ufficiale o documento di prototipo, però, lega il sistema alla Roadster.