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Tesla cambia nome al suo Full Self-Driving: la retromarcia semantica per piacere all’Europa

Tesla rinomina l’FSD in “Assisted Driving” su richiesta di Berlino. Ora cerca il via libera UE: servono 15 Stati su 27. Francia e Italia decideranno.
tesla, full self-driving

Tesla ha cambiato nome al suo pilota quasi automatico. Da “FSD (Supervised)” a “Tesla Assisted Driving”: il motivo si chiama Steffen Bilger, ministro dei Trasporti tedesco (CDU), che il vecchio nome lo aveva bollato come “fuorviante”.

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Il sistema, sia chiaro, resta lo stesso. Guida porta a porta, accelera, frena e sterza, ma il conducente deve restare vigile e pronto a riprendere il controllo in ogni istante. Più assistente che autista, insomma. Il ministero lo ha messo nero su bianco: non è un sistema che si assume la responsabilità della guida.

tesla, full self-driving

Bilger dice di aver trovato un’intesa rapida con Tesla già a settembre, tra dettagli tecnici e questioni di responsabilità. Il cambio di nome sarebbe una delle condizioni, e infatti sul sito tedesco, e su quello di molti altri Paesi europei, la vecchia sigla è sparita. Fuori dall’Europa, per ora, resta tutto com’era. Il ministro promette di lavorare per un via libera continentale “il prima possibile”.

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Il contesto spiega la fretta. In Nord America, Australia, Nuova Zelanda e Corea del Sud l’FSD circola da tempo. In Europa, quest’anno, ha cominciato a farsi strada a pezzi: i Paesi Bassi hanno aperto ad aprile, poi sono arrivati Lituania, Estonia, Danimarca, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca e Croazia, e di recente anche la Slovacchia. Non parliamo di omologazione UE standard, dato che si tratta di un’approvazione provvisoria ai sensi dell’articolo 39 del regolamento 2018/858, rilasciata dall’RDW olandese e poi riconosciuta dagli altri.

tesla, full self-driving

Tesla, però, non vuole bussare a 27 porte una alla volta. Preferisce il colpo grosso, un voto del Comitato tecnico europeo per i veicoli a motore, rinviato più volte, ultima a dicembre, per le perplessità di diversi Paesi, Germania compresa.

Servono almeno 15 Stati su 27 che rappresentino il 65% della popolazione UE. Per questo Berlino pesa come un macigno, e non solo per i numeri: a Grünheide, vicino alla capitale, Tesla produce l’unica Model Y europea, disponibile con il sistema o predisposta per averlo.

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Il sì tedesco potrebbe trascinare anche Francia, Italia e Spagna. Parigi, però, ha criticato di recente il sistema. Se dovesse tenere il punto, a Tesla toccherebbe convincere quasi tutti gli altri, uno per uno.