Tesla ha cambiato nome al suo pilota quasi automatico. Da “FSD (Supervised)” a “Tesla Assisted Driving”: il motivo si chiama Steffen Bilger, ministro dei Trasporti tedesco (CDU), che il vecchio nome lo aveva bollato come “fuorviante”.
Il sistema, sia chiaro, resta lo stesso. Guida porta a porta, accelera, frena e sterza, ma il conducente deve restare vigile e pronto a riprendere il controllo in ogni istante. Più assistente che autista, insomma. Il ministero lo ha messo nero su bianco: non è un sistema che si assume la responsabilità della guida.
Bilger dice di aver trovato un’intesa rapida con Tesla già a settembre, tra dettagli tecnici e questioni di responsabilità. Il cambio di nome sarebbe una delle condizioni, e infatti sul sito tedesco, e su quello di molti altri Paesi europei, la vecchia sigla è sparita. Fuori dall’Europa, per ora, resta tutto com’era. Il ministro promette di lavorare per un via libera continentale “il prima possibile”.
Il contesto spiega la fretta. In Nord America, Australia, Nuova Zelanda e Corea del Sud l’FSD circola da tempo. In Europa, quest’anno, ha cominciato a farsi strada a pezzi: i Paesi Bassi hanno aperto ad aprile, poi sono arrivati Lituania, Estonia, Danimarca, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca e Croazia, e di recente anche la Slovacchia. Non parliamo di omologazione UE standard, dato che si tratta di un’approvazione provvisoria ai sensi dell’articolo 39 del regolamento 2018/858, rilasciata dall’RDW olandese e poi riconosciuta dagli altri.
Tesla, però, non vuole bussare a 27 porte una alla volta. Preferisce il colpo grosso, un voto del Comitato tecnico europeo per i veicoli a motore, rinviato più volte, ultima a dicembre, per le perplessità di diversi Paesi, Germania compresa.
Servono almeno 15 Stati su 27 che rappresentino il 65% della popolazione UE. Per questo Berlino pesa come un macigno, e non solo per i numeri: a Grünheide, vicino alla capitale, Tesla produce l’unica Model Y europea, disponibile con il sistema o predisposta per averlo.
Il sì tedesco potrebbe trascinare anche Francia, Italia e Spagna. Parigi, però, ha criticato di recente il sistema. Se dovesse tenere il punto, a Tesla toccherebbe convincere quasi tutti gli altri, uno per uno.


