Porsche vuole vendere meno auto e guadagnare di più. Così sembra la furbata di una boutique, però, a quanto pare, è esattamente il piano: si chiama Sportwagenschmiede ’35 e il mantra è “valore anziché volume”.
Stoccarda punta ad abbassare il punto di pareggio sotto le 200.000 unità l’anno, tagliando costi e sfoltendo l’organizzazione. L’amministratore delegato Michael Leiters mette la solidità finanziaria davanti a tutto, e intanto lascia cadere una frase che farà felici i nostalgici: “c’è ancora molto interesse per la benzina”.
Sul fronte prodotto, la promessa è l’auto più sportiva in ogni segmento in cui si compete. Niente di nuovo, potremmo dire, ma stavolta c’è un asso: una piattaforma per una supercar a motore centrale, che darebbe vita a una gamma sopra la 911. La 911 resta pilastro, con derivati più emozionali nel segmento D, mentre sul tavolo c’è anche un SUV di segmento D da collocare sopra la Cayenne.
Il calendario prevede almeno un prodotto di punta all’anno fino al 2030, a partire dalla nuova gamma elettrica 718, rimandata di mesi ma ormai in avvicinamento. Boxster e Cayman dovranno reggere le vendite nel 2028, primo anno pieno di produzione. Stesso anno per un nuovo SUV di segmento B, che affiancherà la Macan elettrica con motori a combustione e ibridi plug-in. Il contributo a vendite e redditività è atteso nel 2029.
La gamma dimagrisce, 20% di varianti in meno, che nelle intenzioni significa +30% di volumi per variante. La quota dei segmenti D ed E, più redditizi e meno ballerini, dovrebbe salire di circa il 45%. Restano i tre tipi di motorizzazione, con investimenti su combustione, plug-in e batterie di prossima generazione, mentre la collaborazione con Audi su PPE e PPC servirà a dividere i costi senza diluire il carattere dei marchi. Dell’ampliamento della gamma elettrica, non stupisce troppo, si parla poco.
Il pacchetto Future, concordato con i rappresentanti dei lavoratori, prevede un taglio “socialmente responsabile” di 9.000 posti e garantisce l’organico centrale fino al 2035. I ruoli dirigenziali calano del 40%, la forza lavoro del 25% nel medio termine, con un obiettivo strategico del 30%. Sviluppo delle future gamme giù fino al 20%, personale di produzione fino al 30%, spese di vendita al 20%, costo dei materiali dei nuovi progetti al 10%.
I traguardi a medio termine per Porsche si snodano in margine operativo sulle vendite tra il 10 e il 15%, flusso di cassa netto dell’automotive tra il 9 e il 12%, ricavi tra 41 e 45 miliardi di euro l’anno. Sul lungo periodo si sale a 15% e 12%. Ai soci andrà almeno il 50% dell’utile netto.





