La Porsche Boxster è stata prodotta a partire dal 1996. Sono passati, quindi, 30 anni dal suo debutto commerciale. Il riferimento cronologico va alla versione da 2.5 litri, che ha aperto la serie.
Questa piccola sportiva a motore centrale si è rivelata molto importante per il destino del marchio, contribuendo alla sua sopravvivenza. Possiamo dire che ha sollevato la Porsche dalla crisi finanziaria degli anni ’90.
Con la Boxster si è aperta una nuova linea di prodotto nel listino aziendale, segnando un percorso che prosegue nell’attualità, con le discendenti. La spider della casa di Zuffenhausen ebbe come musa ispiratrice l’omonima concept car svelata al Salone di Detroit del 1993. Da quest’ultima, configurata come una roadster, giunse l’ispirazione per la prima generazione del modello di serie.
Nei tratti e nello spirito della piccola scoperta tedesca ci sono delle connessioni con la leggendaria 550 Spyder, che può essere vista come una sorta di sua antenata. La Porsche Boxster nacque da un desiderio coltivato dal management sin dal 1991, quando a Stoccarda ritennero maturi i tempi per dar vita a un modello sportivo di accesso alla gamma.
Man mano che l’idea prese forma, guadagnando contorni più definiti, emerse la necessità di sfruttare al meglio le sinergie industriali, per il massimo contenimento dei costi. In questa prospettiva va letta la scelta della grande condivisione di componenti con la successiva 911 della serie 996.
Quando fu svelata al pubblico, la Porsche Boxster piacque tantissimo. I suoi tratti moderni e al tempo stesso legati alla tradizione aziendale avevano un fascino speciale, difficile da trovare su altre auto dello stesso segmento di mercato. Anche la 911 della serie 993 pagava dazio ai suoi nuovi codici stilistici, sul piano dell’attualità estetica.
La scoperta a due posti della casa tedesca brillava anche in termini di comportamento stradale, per l’efficace posizionamento del motore, posteriore centrale e non a sbalzo come sulla sorella maggiore. Fu un’auto completamente nuova, non un semplice step evolutivo, come avvenuto nel ventennio precedente per la 911.
Il cambio di rotta rispetto al passato emerse anche nella sigla, per la prima volta priva di una componente numerica. Nella veste iniziale, questa prima versione fu prodotta fino al 1999. Sotto il cofano pulsava un motore a 6 cilindri contrapposti da 2.5 litri, a 24 valvole e raffreddato a liquido, capace di erogare una potenza massima di 204 cavalli.
Questa cifra potrebbe sembrare inadeguata, ma era sufficiente a regalare ottime scariche di adrenalina, complice l’efficienza dell’handling del modello e la sua finezza di guida, ulteriormente esaltata dalle versioni successive, di più alta cubatura e potenza: ma quella è un’altra storia.
Qui ci occupiamo della primissima generazione della Porsche Boxster, perché il 30° compleanno riguarda lei. L’energia dinamica della vettura tedesca giunge al suolo sulle ruote posteriori col supporto di un cambio manuale a 5 rapporti. In alternativa si poteva optare per quello automatico Tiptronic.
Lo scatto da 0 a 100 km/h viene liquidato in 7 secondi, mentre la punta velocistica si spinge nel territorio dei 245 km/h. A smorzare le danze della Porsche Boxster provvede un impianto frenante con quattro dischi autoventilanti.
L’attento studio aerodinamico regala una discreta deportanza, grazie anche allo spoiler posteriore retrattile, che si solleva oltre i 120 km/h. Così non viene turbata la purezza della linea, che definisce una carrozzeria ad alto indice di scorrevolezza, come testimonia il Cx di 0.31, buono per i suoi tempi.






