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Porsche 910: 60 anni per l’auto da corsa dal peso piuma

La Porsche 910, o Carrera 10, fu una sport prototipo Porsche prodotta tra il 1966 e il 1967. Leggera grazie a telaio tubolare e carrozzeria in vetroresina, montava motori boxer a 6 o 8 cilindri. Protagonista nelle gare endurance e nelle cronoscalate, conquistò titoli europei della montagna e il record Trento-Bondone.
Porsche 910
Pausa ai box per una vettura da competizione bianca con il numero 16. Tecnici e membri del team ne seguono attentamente i preparativi.

La Porsche 910 evoca il passato romantico della casa di Stoccarda, nella sua dimensione agonistica. Questa vettura, destinata al Campionato Mondiale Sport Prototipi, prese il posto della 906 e fu sviluppata in due declinazioni diverse, a 6 e 8 cilindri.

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Il debutto in società del modello avvenne nel 1966, quando fu avviato il suo ciclo produttivo, giunto al termine l’anno dopo. Molti appassionati la conoscono anche con l’appellativo di “Carrera 10“.

Basata su un telaio a traliccio tubolare in acciaio rivestito da una leggerissima carrozzeria in vetroresina, la Porsche 910 aveva la leggerezza tra i suoi punti di forza. C’è anche una curiosità su questa vettura: il fatto di essere stata la prima del marchio ad essere dotata di cerchi monodado da 13 pollici in lega leggera.

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La soluzione del fissaggio singolo, ripresa direttamente dalle monoposto di Formula 1 di quegli anni, fu scelta con l’obiettivo di rendere più veloci i pit stop, nelle sfide endurance. Entrambe le motorizzazioni della Porsche 910 erano boxer.

Porsche 910
Una Porsche da competizione d’epoca, pronta a raccontare la sua storia in pista.

La meno potente aveva un’architettura a 6 cilindri da 2.0 litri, con monoblocco in magnesio e iniezione meccanica, ed era in grado di sviluppare 220 cavalli. Quella più potente aveva per fulcro un’unità propulsiva a 8 cilindri, anch’essa disposta in posizione centrale-posteriore, da 2.0 e 2.2 litri di cilindrata, capace di spingersi negli step più estremi fino a 270 cavalli. Il raffreddamento, in entrambi i casi, era ad aria.

La Porsche 910 prese forma sia in versione spider che coupé, ma solo quest’ultima usò la motorizzazione meno frazionata. Fu un’auto incisiva, che seppe dire la sua in gara. Un fatto non irrituale per i bolidi da corsa della casa di Stoccarda. Nel 1967, con Rolf Stommelen e Gerhard Mitter, trovò impiego nel Campionato Europeo della Montagna. Qui la biposto tedesca seppe mettere in mostra la sua tempra.

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La versione con carrozzeria aperta nacque espressamente per le cronoscalate. Anche nelle gare in salita si rese protagonista di prestazioni luminose. Nel 1967, al volante di un esemplare della specie, il pilota tedesco Gerhard Mitter coprì il percorso della Trento-Bondone in appena 11’17″58: un tempo record.

Con la Porsche 910 per la casa di Stoccarda giunse pure il titolo piloti di quell’anno. La vettura protagonista dell’impresa era della famiglia delle 910/8 Bergspyder. Anche nel 1968 il costruttore tedesco fece proprio il titolo europeo della specialità, con lo stesso modello.

Uno dei punti di forza della vettura era il peso di soli 440 kg. Un dato particolarmente basso, che ne fa un mezzo rappresentativo; un esempio classico di costruzione leggera. Qui i materiali convenzionali sono stati sostituiti da titanio, magnesio, alluminio e plastica, per guadagnare le “simpatie” della bilancia, in una felice alleanza col motore e con la finezza di guida, premiata dai risultati.

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Porsche 910
Una classica Porsche da competizione riposa tra il verde e gli alberi. Linee aerodinamiche e spirito racing in un contesto naturale.

Foto | Porsche