Il Regno Unito è l’unico grande mercato europeo dove le elettriche cinesi sono entrate pagando il biglietto base. Ora Londra pensa di cambiare tariffa. Secondo il Times, il ministro del Commercio Jonathan Reynolds sta lavorando a un pacchetto di dazi, con i ministri pronti ad allinearsi al prelievo europeo, che arriva fino al 45%. Non ci sono aliquote, né date, né un percorso legale.
Oggi la Gran Bretagna applica il 10% standard a qualunque auto cinese, elettrica o no. L’UE, da ottobre 2024, ha aggiunto dazi compensativi tra il 7,8% e il 35,3%, che sfiorano il 45,3% per SAIC e per chi non ha collaborato all’indagine. BYD si ferma al 27%. Gli Stati Uniti stanno intorno al 100%, tanto per dare la misura del metro.
Bruxelles fa pressioni da tempo. L’Industrial Accelerator Act riserverebbe sussidi e appalti ai veicoli con almeno il 70% di componenti europei, e Londra, fuori dall’Unione, rischia di restare fuori dalla festa. C’è poi il timore che le cinesi entrino nel continente passando dalla Manica. Dall’1 gennaio 2027 scattano anche regole più severe sull’origine delle batterie, con un dazio del 10% sulla maggior parte delle elettriche scambiate tra le due sponde, salvo rinvii. L’UE assorbe il 58% dell’export auto britannico, la Cina circa il 4%.
Reynolds, in effetti, ha cambiato passo in fretta. A metà settembre escludeva rincari, citando il rischio di ritorsioni. Il 28, alla conferenza laburista di Liverpool, il dossier era «sotto revisione» e la scelta «finemente bilanciata». Il freno vero si chiamava Jaguar Land Rover: 62.400 auto vendute in Cina nell’ultimo anno fiscale, contro le 146.000 del picco 2017. Il governo, scrive il Times, ora ritiene che l’equilibrio si sia spostato.
A settembre le immatricolazioni sono state 350.518, +12,1%, il miglior settembre dal 2017. I marchi cinesi hanno superato il 27% secondo, contro il 17% di un anno prima. Altri conteggi si fermano vicino al 23%, e per Broker News nei nove mesi si sta sopra il 21%.
L’auto più venduta è la Jaecoo 7 di Chery, con 10.813 unità, davanti alla Tesla Model 3 con 9.929. Solo che la Jaecoo è benzina o ibrida plug-in, e i dazi UE colpiscono soltanto le elettriche pure. Se Londra seguirà la stessa linea, il suo bestseller resterebbe fuori tiro.
Le elettriche a batteria hanno toccato quota 99.199 (+36,3%), con il 28,3% del mercato. Da inizio anno si è al 26,2%, lontano dal 33% imposto dal mandato ZEV. BYD, nonostante l’Electric Car Grant da 3.750 sterline che la lascia fuori, ha quasi raddoppiato le vendite del semestre, a 37.795 unità. Il CEO di Hyundai, Jose Munoz, riassume che i best seller sono tutti cinesi perché non ci sono barriere.
Nissan chiede un intervento, e intanto valuta con Chery una produzione a Sunderland, impianto oggi a metà capacità. Leapmotor, dal canto suo, promette che continuerà a spedire auto made in China. Quanto sarà alto il muro di Londra, quindi, e quando arriverà, ci sarà ancora qualcuno dall’altra parte?







