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Il diesel non è morto, semplicemente si è fatto snob: la resistenza a gasolio

Il diesel sparisce dai listini di massa, ma BMW, Mercedes, Audi, Mazda e JLR gli tengono il sei cilindri. Ecco chi resiste e perché.
Pistola di rifornimento diesel inserita nel serbatoio dell'auto

Dieci anni fa nessun costruttore poteva permettersi di ignorarlo. In listino c’era un gasolio per ogni tasca, dal quattro cilindri 1,5 litri dell’utilitaria al V12 TDI da copertina. Oggi, in concessionaria, bisogna quasi chiedere il permesso per vedere un modello diesel. Colpa di norme sulle emissioni sempre più severe, di accise in salita e di una reputazione che si è sbriciolata in fretta.

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Qualcuno resiste, e con un certo stile. BMW tiene in vita il sei cilindri in linea da 3.0 litri su Serie 4 e Serie 5, con una coppia che arriva a 700 Nm già ai bassi regimi. Sorpassi senza fatica e consumi bassi quando si macinano chilometri.

BMW serie 4 diesel

Mercedes ha fatto pulizia. Niente più sei cilindri a gasolio sulla Classe C, che ormai li guarda solo in foto, mentre restano su Classe S, GLE, GLS e Classe G. Per tenerli in regola gli ingegneri hanno chiamato in soccorso il mild hybrid a 48 volt. Il diesel, insomma, non sale più a bordo da solo.

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Il Gruppo Volkswagen, che questa storia l’ha scritta per decenni, ha ormai ridotto il suo gasolio pesante al 3.0 TDI V6, visibile su Audi A6 e Q5. Per sopravvivere ha incassato revisioni profonde: MHEV Plus, compressore elettrico contro il turbo lag e compatibilità con l’HVO100, carburante ricavato da rifiuti e materie prime riciclate.

audi a6 diesel

Poi ci sono i bastian contrari. Mentre l’industria passava anni a ridurre cilindrata e cilindri, Mazda ha tirato fuori un sei cilindri in linea diesel da 3,3 litri per i grandi SUV CX-60 e CX-80. Potenza moderata rispetto alla mole, efficienza termica curata, attenzione a durata e consumi nella guida vera.

Jaguar Land Rover non scherza: i suoi sei cilindri in linea da 3.0 litri, costruiti in casa, spingono Defender e Range Rover con l’aiuto del mild hybrid. Trazione integrale e traino pesante sono il loro terreno, e lì la coppia ai bassi regimi resta difficile da battere.

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Il diesel era la soluzione di massa pensata per far risparmiare l’automobilista medio. Tra penalizzazioni fiscali legate alla CO2 in vari Paesi UE, prezzi dei carburanti ormai allineati e un’offerta ibrida ed elettrica in piena espansione, è stato sfrattato dai segmenti principali.