GAC punta a migliorare l’autonomia delle proprie elettriche intervenendo sul motore anziché aumentando la capacità delle batterie. Il sistema Quark Electric Drive 2.0, già impiegato su vetture di serie, raggiunge un rendimento massimo del 99,03%. Il costruttore associa alla tecnologia una riduzione dei consumi di circa il 4% e un incremento dell’autonomia compreso fra 30 e 50 chilometri nel ciclo cinese CLTC, a parità di accumulatore.
GAC, il motore con efficienza del 99,03% promette fino a 50 km di autonomia in più
Il valore certificato dal China Automotive Engineering Research Institute riguarda il punto di funzionamento più favorevole del motore, nel quale le perdite scendono allo 0,97% dell’energia ricevuta. Considerando invece l’intero gruppo di propulsione integrato, che riunisce dodici funzioni, GAC indica un’efficienza del 94,184% nelle condizioni operative CLTC. Le due percentuali descrivono quindi misurazioni differenti.
La produzione viene gestita a Guangzhou dalla controllata RuiPai Powertrain Technology, attraverso una linea automatizzata dimensionata per 100.000 unità annue. La tecnologia trova applicazione su modelli Hyptec e Aion, fra cui la Aion i60 nella gamma 2027. GAC cita inoltre la Aion N60 e la Aion RT aggiornata fra le vetture equipaggiate con il propulsore a materiali amorfi.
Per raggiungere 30.000 giri al minuto, la parte rotante del motore utilizza un rivestimento in fibra di carbonio spesso appena un millimetro, che contiene le sollecitazioni generate dalla rotazione. Rispetto a una soluzione metallica più spessa, questo involucro permette di alleggerire il rotore e ridurre la distanza che lo separa dallo statore. La densità di potenza dichiarata arriva a 17,29 kW/kg con alimentazione a 1.000 volt.
Nello statore, ossia la parte fissa, le tradizionali lamiere di acciaio al silicio vengono sostituite da nastri di lega magnetica amorfa spessi 25 micrometri, equivalenti a 0,025 millimetri. La struttura atomica disordinata del materiale contribuisce a contenere le perdite magnetiche, soprattutto alle frequenze elevate. Per il nucleo, GAC dichiara perdite di 5,7 W/kg, circa la metà rispetto all’acciaio al silicio ultrasottile utilizzato come riferimento.
La fragilità dei nastri ha richiesto attrezzature dedicate alla loro lavorazione, con processi automatizzati per lo stampaggio e l’impilamento. Gli impianti sviluppati dal gruppo possono trattare materiale largo oltre 240 millimetri, consentendo di realizzare i nuclei destinati ai motori automobilistici.
Il progetto, sviluppato insieme ad altre nove organizzazioni, ha ricevuto uno dei primi premi ai China-SAE Science and Technology Awards, assegnati il 28 ottobre a Suzhou. Un precedente riconoscimento era arrivato a Ginevra per i processi produttivi dei nuclei statorici in materiale amorfo ultrasottile.


