Ford ha deciso che è arrivato il momento di smettere di essere spettatori. A Salisburgo, davanti a concessionari e partner europei, la casa dell’Ovale Blu ha presentato un piano triennale che vale sette nuovi veicoli, un ecosistema digitale per le imprese e una piattaforma di marca globale battezzata “Ready-Set-Ford”. Lavoro, prestazioni, avventura, tre parole che suonano come una dichiarazione d’intenti dopo anni in cui Ford in Europa sembra più in difesa che in attacco.

La strategia si muove su due binari. Il primo è Ford Pro, il marchio dei veicoli commerciali che guida il mercato europeo da 11 anni consecutivi e che adesso punta a trasformarsi in qualcosa di più ambizioso di un semplice produttore di furgoni.
L’obiettivo è portare il 25% dell’EBIT (utile operativo) da software e servizi. Nel primo trimestre 2026 gli abbonamenti software avevano già segnato un +30%, a quota 879.000 a livello globale, con margini lordi oltre il 50%. Il sistema Uptime Services monitora in tempo reale lo stato di salute dei veicoli connessi, oltre 1,2 milioni di clienti europei, quasi 6 milioni di segnali diagnostici al giorno, e nel 2024 ha garantito quasi un milione di giorni aggiuntivi di operatività ai clienti. Il nuovo Dealer Uptime Services estende questo modello fino alle piccole imprese, con riduzioni dei tempi di riparazione fino al 50%.
Sul fronte prodotto, la gamma commerciale Ford si arricchisce di due modelli agli antipodi. Il Ranger Super Duty porta il pick-up più venduto d’Europa verso impieghi estremi. Parliamo di 8 tonnellate di massa a pieno carico, traino fino a 4,5 tonnellate, sospensioni rinforzate. Il Transit City va nella direzione opposta, e parliamo di un elettrico per flotte urbane, tre varianti disponibili, arrivo in concessionaria entro fine 2026.

Il secondo binario riguarda le autovetture, con cinque nuovi modelli previsti entro il 2029. Un membro della famiglia Bronco per il mercato europeo, un SUV compatto multi-energia da Valencia (2028), un’elettrica subcompatta sportiva, un piccolo SUV urbano elettrico e due crossover multi-energia. Tutti prodotti in Europa, tutti con un’estetica che vuole pescare nel “DNA rallystico” del marchio.

Ford ha anche mandato un messaggio alle istituzioni europee. Gli obiettivi sulle emissioni devono seguire la domanda reale, non anticiparla oltre misura. Più spazio a PHEV ed EREV, attenzione specifica alle piccole imprese penalizzate da infrastrutture di ricarica ancora inadeguate.
