Le batterie allo stato solido di nuova generazione sono già in fase di collaudo sulle auto, con programmi che puntano alle prime applicazioni commerciali fra il 2027 e la fine del decennio. Per una diffusione su larga scala restano però da risolvere soprattutto la durata delle celle, la complessità produttiva e i costi, con i diversi progetti che procedono a velocità differenti.
Dai test BMW e Mercedes ai piani Toyota, a che punto sono le batterie solide
La tecnologia sostituisce l’elettrolita liquido delle batterie convenzionali con un materiale solido, che può essere basato su polimeri, ossidi o solfuri. Questo permette di sviluppare celle con una maggiore densità energetica, capaci quindi di immagazzinare più energia nello stesso peso. Il costruttore può sfruttare questo vantaggio per aumentare l’autonomia oppure per ridurre la massa dell’accumulatore, mantenendo una percorrenza simile.
BMW ha avviato nel 2025 i collaudi di una i7 equipaggiata con celle interamente solide di Solid Power. Mercedes ha invece percorso 1.205 chilometri da Stoccarda a Malmö con una EQS sperimentale dotata di celle Factorial, nell’agosto dello stesso anno. Quest’ultimo risultato riguarda una prova specifica su strada e rappresenta una dimostrazione delle potenzialità del sistema.
Toyota colloca la prima commercializzazione nel 2027-2028, lavorando con Idemitsu sugli elettroliti a base di solfuri e sui processi per produrli. Il passaggio ai grandi volumi seguirà le prime applicazioni. Blue Solutions punta invece al 2030 per la generazione GEN4, con obiettivi superiori a 400 Wh/kg e una ricarica fino al 70% in meno di quindici minuti.
La società del gruppo Bolloré produce già batterie solide a elettrolita polimerico utilizzate sulle Bluecar e sugli autobus. La nuova generazione deve ampliare le possibilità d’impiego sulle automobili, migliorando prestazioni e condizioni operative rispetto alle applicazioni precedenti.
Una delle difficoltà tecniche riguarda il contatto fra i materiali durante la carica e la scarica. Gli elettrodi cambiano volume e il sistema deve mantenere la pressione necessaria al corretto funzionamento. Sulla EQS sperimentale, Mercedes utilizza attuatori pneumatici proprio per compensare queste variazioni. La soluzione deve poi conservare efficacia dopo molti cicli e nelle diverse condizioni di utilizzo.
L’industrializzazione richiede inoltre celle di qualità costante e processi sostenibili economicamente. Le prime introduzioni commerciali dovranno quindi essere seguite dall’aumento dei volumi e dalle verifiche sulla durata nell’uso quotidiano.
MG si prepara intanto a introdurre in Europa la SolidCore sulla MG4 Urban entro fine 2026. È una batteria semisolida, con una quota di elettrolita liquido dichiarata del 5%, che rappresenta un passaggio intermedio. Il marchio indica tempi di ricarica ridotti di circa il 15%, soprattutto al freddo, ma deve ancora comunicare l’autonomia della versione commerciale. Chery invece avvierà la produzione già nel 2027.


