L’annuncio di una fabbrica Audi da circa 4 miliardi di dollari in Georgia ha aperto uno scontro con IG Metall per la scelta del CEO Gernot Döllner di presentarsi sul palco di un comizio di Donald Trump. La presidente del sindacato, Christiane Benner, contesta la partecipazione all’evento e sostiene che abbia violato le regole di neutralità politica dell’azienda.
Audi, il CEO sul palco con Trump per la nuova fabbrica scatena le critiche di IG Metall
Il progetto industriale prevede circa 4.500 posti di lavoro e una capacità annua fino a 200.000 SUV, destinati ai clienti nordamericani. Il sito individuato è il Middle Georgia Megasite, nell’area di Macon. Le autorità locali indicano la preparazione del terreno nel 2027, la costruzione dal 2028 e il raggiungimento della piena produzione nel 2031.
L’investimento arriva durante una forte riorganizzazione del gruppo Volkswagen, impegnato in una riduzione dei costi che comprende fino a 100.000 tagli e possibili chiusure di stabilimenti in Germania. La prospettiva di una nuova fabbrica americana si accompagna quindi alle preoccupazioni dei dipendenti tedeschi sul futuro delle attività esistenti.
Benner, che ricopre anche la vicepresidenza del consiglio di sorveglianza Volkswagen, ha definito l’apparizione di Döllner “profondamente imbarazzante” e “politicamente inaccettabile”. La sua critica riguarda il modo in cui il manager ha rappresentato Audi in un appuntamento elettorale, oltre al rispetto delle norme interne del costruttore.
Il codice di condotta richiamato dal sindacato esclude, nei tre mesi precedenti un’elezione, apparizioni pubbliche con partiti o politici candidati e sponsorizzazioni delle relative iniziative. È su questa disposizione che Benner fonda l’accusa rivolta al vertice Audi, espressa lunedì 26 ottobre.
Döllner era salito sul palco sabato 24 ottobre a Perry, proprio vicino a Macon, durante un evento organizzato da Trump a sostegno dei repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. In quell’occasione il dirigente aveva illustrato il piano per produrre localmente i SUV più grandi e prestigiosi del marchio.
Audi considera la fabbrica uno strumento per rafforzarsi negli Stati Uniti e ridurre l’esposizione ai rischi commerciali. La produzione locale assume particolare importanza anche per il peso dei dazi sulle vetture importate, uno dei fattori che hanno accompagnato le valutazioni sul progetto negli ultimi anni.
Il comunicato del costruttore ribadisce anche il ruolo industriale della Germania e dell’Europa nella rete Audi. Resta però necessario il via libera del consiglio di sorveglianza Volkswagen, dal quale dipende l’approvazione finale dell’investimento annunciato in Georgia.


