Audi ha un grattacapo (si fa per dire) che qualunque costruttore vorrebbe: non ha abbastanza auto. La nuova RS 5 è, infatti, già sold out per tutto il 2026, e a Ingolstadt gli ordini europei sono arrivati quasi al doppio di quanto prevedevano i piani.
Chi si presenta oggi in concessionaria con l’assegno in mano, quindi, si siede e aspetta, le chiavi arriveranno l’anno prossimo. Per Audi è il miglior lancio nella storia della RS 5, non è un dettaglio da poco per un modello che a febbraio aveva un compito ingrato, ovvero sostituire in un colpo solo la RS 5 Coupé e la RS 4 Avant, entrambe uscite di scena.
Due nomi storici in una sola carrozzeria, anzi due, perché la nuova arrivata si ordina sia berlina sia Avant. Il bersaglio di questa operazione è la BMW M3, e a giudicare dalle code sembra che almeno sul fronte delle prenotazioni la mira sia buona.
Il body kit fa il suo lavoro, la RS 5 si riconosce da lontano, con un’aria decisamente più cattiva delle sorelle comuni. Inoltre, il vero cambio di passo sta sotto il cofano. Il V6 2.9 TFSI biturbo da 510 CV non lavora più da solo, perché al suo fianco c’è un sistema ibrido plug-in con motore elettrico integrato nel cambio automatico Tiptronic a otto rapporti, accreditato di 177 CV e 460 Nm.
Il conto finale è di quelli che mettono a tacere i nostalgici del V8: 639 CV e 825 Nm di coppia massima. Lo scatto da 0 a 100 km/h si esaurisce in 3,6 secondi, mentre la velocità di punta arriva a 285 km/h per chi sceglie la versione Performance.
Intanto l’Europa non basta più. La RS 5 sta uscendo dai confini del continente e le vendite partono in Australia e Nuova Zelanda, due mercati che con Audi Sport hanno sempre avuto un debole dichiarato. Poi toccherà al Giappone, quindi a Corea, Taiwan e agli altri mercati esteri.





