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Caro benzina: modificato il decreto e sciopero congelato

Il decreto benzina o decreto trasparenza emanato dal Governo, ha finito per creare una serie di malumori fra le associazioni dei benzinai

Benzina

Il decreto benzina o decreto trasparenza emanato dal Governo, in merito alla possibilità di mettere un freno alle eventuali speculazioni nella gestione dei prezzi dei carburanti, ha finito per creare tutta una serie di malumori fra le associazioni dei benzinai che avevano annunciato di mettere a punto uno sciopero di circa tre giorni fra il 24 e il 27 gennaio prossimi.

Ora, dopo l’incontro di ieri fra le associazioni di categoria e i Ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è emerso un piccolo cambio di passo che ha condotto ad una revisione del decreto citato e allo stop del paventato sciopero di quasi tre giorni. Da parte delle associazioni coinvolte (la FAIB-Confesercenti, la FEGICA e la FIGISC-Confcommercio) è emersa una misurata soddisfazione in merito al “chiarimento avuto col Governo che ripristina una verità inequivocabile: i gestori non hanno alcuna responsabilità per l’aumento dei prezzi, né per le eventuali pretese speculazioni di cui si è parlato”.

Allo stesso tempo, le organizzazioni che riuniscono i distributori di carburante italiani hanno fatto sapere anche di mettere uno stop momentaneo alle polemiche per “lavorare seriamente per restituire l’efficienza e la piena legalità alla rete”, fanno sapere. È questo ciò che si legge in una nota congiunta delle associazioni coinvolte al termine dell’incontro con il Governo, tanto che ora la decisione sullo sciopero invocato in precedenza sarà presa soltanto dopo aver preso visione dell’ultima versione del decreto benzina.

Sulle richieste conseguenti al decreto sul caro benzina c’è stata un’apertura da parte del Governo

Pare che le problematiche avanzate dalle associazioni di categoria in merito al decreto conseguente al caro benzina abbiano quindi trovato le necessarie aperture nel Governo. Troppo forti le dichiarazioni dell’esecutivo sui distributori che avevano parlato di una vera e propria “ondata di fango” nei propri confronti, sostenendo subito che la “colpa” dell’aumento della benzina e dei carburanti, in generale, non era merito di eventuali speculazioni poste in essere ma piuttosto dello stop al taglio delle accise che era stato garantito fino al 31 dicembre seppur in forma ridotta nell’ultimo mese dell’anno.

benzina

Lo stesso Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiarito un’altra volta che lo stop al taglio delle accise è dovuto a una misura utile a concentrare le risorse provenienti da questa considerazione sulle desinenze ricadenti sulle famiglie in merito al caro energetico degli ultimi tempi. Allo stesso tempo ha anche garantito una possibile reintroduzione del taglio alle accise qualora ci fosse un aumento verificato del costo dei carburanti.

In questo momento però le accise sulla benzina rimangono, ma viene introdotto un sistema utile a garantire un taglio così come concordato dal Governo col Ministero dell’Economia gestito da Giancarlo Giorgetti. Il metodo prevede che nel momento in cui aumenterà l’IVA nelle casse dello Stato, secondo un aumento dovuto proprio al rincaro dei carburanti, il governo potrebbe indirizzare la stessa somma sulla riduzione delle accise. La volontà numero uno, tuttavia, pare rimanga quella di stabilizzare i prezzi della benzina e dei carburanti prima di intervenire in questo modo.

Ora l’attesa è tutta rivolta all’effettiva emanazione del decreto benzina definitivo; dopodiché sapremo come si svolgerà la cosa e anche se lo sciopero risulterà effettivamente congelato o meno. Insomma, ci attendono settimane non particolarmente semplici da gestire.

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