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Alfa Romeo TZ all’asta: un pezzo di storia in vendita

Ghiotta opportunità per gli alfisti più facoltosi, che potranno concorrere ad un acquisto importante.

Alfa Romeo TZ
Un'Alfa Romeo TZ (Foto Alfa Romeo)

Un’Alfa Romeo Giulia TZ (Tubolare Zagato) del 1965 sarà battuta all’asta da RM Sotheby’s il 1° febbraio del prossimo anno. Al momento si tratta di un semplice annuncio, ma è già sufficiente a mandare in fibrillazione gli appassionati. Teatro della vendita sarà Parigi, dove il lotto si concederà alla tentazione dei potenziali acquirenti.

Quello destinato a passare di mano è l’esemplare con telaio numero 10511AR750087 e motore AR00511 00034. Non si hanno al momento altre notizie. Sul sito della nota casa d’aste inglese si legge l’invito a ricontrollare la pagina non appena il team di catalogazione avrà completato la descrizione dell’esemplare. Ci sono però diverse foto. Da queste sembra di capire che l’auto sia conservata e con qualche segno del tempo: da un certo punto di vista, un valore aggiunto. Aspettiamo però la scheda di vendita prima di lanciarci in valutazioni che potrebbero risultare fuorvianti.

Meglio, in questa fase, fare un breve ripasso sulla storia e sulle caratteristiche dell’Alfa Romeo Giulia TZ, che aprì la strada a una famiglia di modelli capaci di brillare in gara. Le due lettere nella sigla sono l’acronimo di Tubolare Zagato: raccontano la presenza di un telaio a traliccio e il nome dell’atelier che ha firmato lo stile della sua carrozzeria, attraverso l’estro creativo di Ercole Spada.

Questa vettura fu prodotta dal 1963 al 1965. Alla progettazione del modello concorsero due tecnici di altissimo livello: Giuseppe Busso e Carlo Chiti. Insieme a loro scese in pista Orazio Satta Puliga, con un ruolo non certo secondario sul piano ingegneristico. L’Alfa Romeo TZ fu pensata per il mondo delle corse. Qui gli aspetti funzionali contano più di quelli estetici, ma la carrozzeria non ha pagato dazio in termini di fascino. Grande l’efficienza aerodinamica, in relazione ai parametri del tempo.

Sotto il cofano anteriore trova spazio un motore bialbero da 1570 centimetri cubi di cilindrata, alimentato da 2 carburatori Weber a doppio corpo. Sulla versione stradale la potenza massima era di 112 cavalli, ma in quelle da gara si spingeva fino a 160 cavalli, su un peso nell’ordine dei 660 chilogrammi. La leggerezza del corpo vettura aiutava il compito del cuore a quattro cilindri, che riusciva ad imprimere una buona spinta, fino alle velocità più alte, nonostante la cilindrata contenuta. Gradevole il rombo effuso nell’aria. Anche questo fa parte del piacere elargito da un oggetto del genere.

I tanti successi raccolti nell’universo dorato del motorsport conferirono ulteriori note di fascino alla vettura. Ora un esemplare dell’Alfa Romeo Giulia TZ si appresta a prendere la via del mercato, con una vendita all’incanto curata dai professionisti di RM Sotheby’s, casa d’aste di grande prestigio mondiale. Come dicevamo, manca ancora la scheda del lotto. Ignote anche le stime degli esperti. Presto ne dovremmo sapere di più.

 

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