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Ferrari Daytona SP3 su strada a Maranello | Video

Sognare ad occhi aperti si può con la Ferrari Daytona SP3: la rossa di cui si aveva bisogno. Altro che Purosangue…

Ferrari Daytona SP3 on the road (Screen shot da video Varryx)

La Ferrari Daytona SP3 si è offerta anche in veste dinamica, alle Finali Mondiali Ferrari del Mugello, accanto alle vetture iconiche cui si ispira. Le impressioni che ne hanno ricavato i presenti sono state sublimi. Oggi, grazie a un video pubblicato da Varryx su YouTube, possiamo ammirare la nuova hypercar del “cavallino rampante” in mezzo alle banali lamiere delle altre auto, sulle strade di Maranello.

Anche se l’esemplare immortalato nei fotogrammi è leggermente camuffato, l’effetto che produce è stratosferico. Sembra un’astronave scesa su un campo di volo di periferia, in mezzo a piccoli velivoli ad elica di basso lignaggio. Qui si coglie ancora meglio il fascino seducente dei suoi lineamenti, a dispetto degli adesivi che cercano di nasconderli parzialmente.

Impossibile non subire un forte trasporto emotivo al cospetto delle sue forme scultoree e al sound da pelle d’oca che giunge alle orecchie. Da qualsiasi prospettiva d’osservazione, questa creatura è davvero favolosa. Si può annoverare, insieme alle Monza SP1 ed SP2, fra le migliori opere di Flavio Manzoni. Gli appassionati avevano davvero bisogno di una vettura del genere, che fa sognare come le “rosse” del passato.

Profumo di storia in un corpo avveniristico

Ferrari Daytona SP3
Screen shot da video Ferrari Challenge

 

Le immagini mostrano chiaramente la connessione stilistica con le Sport di Maranello giunte in parata alla 24 Ore di Daytona del 1967. In quella circostanza, sulla linea di arrivo si affiancarono una 330 P3/4, una 330 P4 e una 412 P, per una magnifica tripletta, entrata nei libri di storia. Il posteriore del modello, invece, rende un chiaro omaggio alla 250 P5 Berlinetta Speciale, pensata nel 1968 da Leonardo Fioravanti per Pininfarina come evoluzione di quei prototipi da gara.

La Ferrari Daytona SP3 appartiene alla serie Icona, destinata a soddisfare il piacere dei clienti dal gusto più raffinato, con richiami concettuali alle migliori “rosse” della storia. Anche se la struttura base è quella della Ferrari LaFerrari Aperta, il look è totalmente diverso. Cambia la meccanica, perché qui non c’è un sistema propulsivo ibrido. La tradizione viene onorata al meglio con un motore V12 aspirato da 6.5 litri, che segna il nuovo riferimento assoluto per tale architettura motoristica.

Ferrari Daytona SP3: 12 cilindri da manuale

Ferrari Daytona SP3

Questo cuore, nato come step evolutivo di quello della 812 Competizione, sviluppa 840 cavalli di potenza massima e può spingersi fino ai 9500 giri al minuto, regalando musicalità meccaniche da antologia. Un capolavoro assoluto, che avrebbe fatto la gioia di Enzo Ferrari. L’UNESCO dovrebbe tutelarlo, come patrimonio dell’umanità, specie in quest’epoca di tristi propulsori elettrici, generosi nelle cifre ma freddi nelle emozioni.

Le prestazioni sono al vertice. I numeri, però, in casi del genere, non raccontano compiutamente la tela, perché un oggetto sensoriale si spinge oltre la loro dimensione. Eccoli per dovere di cronaca: accelerazione da 0 a 100 km/h in 2.85 secondi, da 0 a 200 km/h in 7.4 secondi, velocità massima di oltre 340 km/h. Credo che bastino per lasciare a bocca aperta. Il resto, sulla nuova Ferrari Daytona SP3 lo fanno gli aspetti emotivi, che si miscelano ad una ricerca tecnologa all’avanguardia, ma rispettosa della storia del marchio. Lo stesso mix offerto dalla carrozzeria.

Estetica bellissima e curata aerodinamicamente

Ferrari Daytona SP3

Nel look della Ferrari Daytona SP3 ci sono elementi di ispirazione provenienti dalle 330 P4 e 250 P5 Berlinetta Speciale, ma l’insieme guarda al futuro. Come abbiamo riferito in un’altra circostanza, questa hypercar sembra giungere dalla spazio, ma la connessione con le Sport più belle dei tempi romantici si coglie in pieno. Un miracolo, che ha preso forma con ossequioso rispetto della scienza aerodinamica.

Quest’ultima non è stata piegata alla logica delle appendici attive, ma è stata onorata al meglio facendo leva sulle doti intrinseche della silhouette del modello. Così si è ottenuto un alto carico deportante senza sporcare la plasticità delle linee. Un ruolo di primo piano, in questo ambito, è stato assegnato ai convogliatori d’aria, che sperimentano una nuova gestione dei flussi, con soluzioni mai viste in precedenza. Come su ogni “rossa”, anche sulla Ferrari Daytona SP3 il cuore di tutto è il motore, che celebra al meglio la magia delle unità aspirate a combustione interna. Di esse diventa il simbolo assoluto. Chapeau agli uomini di Maranello!

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