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Ferrari 599 Spider: un tuning poco noto

Ecco una singolare interpretazione della Ferrari 599 GTB Fiorano, in allestimento scoperto.

Pochi sanno dell’esistenza di una Ferrari 599 Spider. Non si tratta di un modello ufficiale della casa di Maranello ed è qualcosa di diverso dalla 599 SA Aperta del 2010. Quest’ultima è la versione scoperta, in tiratura limitata di 80 esemplari, della 599 GTO, da cui mutua anche il motore a dodici cilindri da 670 cavalli. Le lettere “SA” della sigla stanno per Sergio e Andrea Pininfarina. Un modo per celebrare gli 80 anni della storica carrozzeria piemontese.

Una sua cifra stilistica sono i deflettori posteriori in alluminio satinato, abbinati a una capote in tela. Di questa natura è anche la copertura della Ferrari 599 Spider di cui ci stiamo occupando. Qui, però, gli elementi di raccordo alle spalle dei sedili sono ridotti ai minimi termini, per recuperare un’identità più vicina a quella delle classiche scoperte dell’era romantica dell’automobilismo.

Ferrari 599 Spider: un sogno nato dalla passione

Il modello porta la firma di un dentista americano, appassionato di design e con una vena creativa molto raffinata. Da giovane aveva valutato anche la prospettiva di fare lo stilista, prima di puntare sugli studi medici. Vedendo i frutti del suo lavoro si nota che il talento non manca. A darli una marcia in più, nell’avventura della Ferrari 599 Spider, fu l’amicizia con Ken Okuyama, autore dello stile della Enzo per Pininfarina. Dall’industrial designer giapponese giunse quella spinta aggiuntiva che ancora mancava, ma il merito dell’opera è tutto del dentista.

Lui voleva qualcosa di simile alle classiche spider degli anni ’60, come la Ferrari 250 GT California SWB. Ecco la ragione della leggera carenatura dietro i sedili, scelta per non sporcare il profilo laterale. In pratica, un semplice e minimale elemento di raccordo. Nulla di più. Alla nascita di questo esemplare hanno concorso gli uomini di FastCars Ltd, in California. Il lavoro ha preso forma sul finire dello scorso decennio ed ha intercettato il consenso di molti. Pare che sia piaciuto anche a Ken Okuyama. Io odio il tuning sulle Ferrari, ma nel caso in esame chiudo un occhio.

Una 599 GTB Fiorano senza tetto

Base di partenza per la Ferrari 599 Spider è stata una 599 GTB Fiorano, la cui presentazione risale al 2006, quando fece il suo debutto in pubblico al Salone dell’Auto di Ginevra. Questa vettura sostituì in listino, nella fascia alta della gamma del “cavallino rampante”, la precedente 550 Maranello (e la sua evoluzione 575M Maranello).

Nella sigla ci sono alcune delle caratteristiche del modello. Il codice numerico, infatti, si riferisce alla cilindrata di 5999 centimetri cubi. GTB è l’acronimo di Gran Turismo Berlinetta, mentre Fiorano indica l’omaggio al comune che ospita il circuito di casa della mitica azienda emiliana.

La firma del progetto stilistico è di Pininfarina, il cui tocco è immediatamente riconoscibile, per la finezza della miscela fra sportività ed eleganza. Gli apprezzamenti per le linee di questa automobile hanno interessato, trasversalmente, tutti i continenti, perché oggettivamente si tratta di una bella opera.

Cuore nobile e potente

La spinta, come dicevamo, fa capo a un motore V12 di 6 litri, derivato da quello della mitica Ferrari Enzo, ma ammorbidito nelle sue caratteristiche, per la diversa missione. Montato in posizione anteriore arretrata, eroga la bellezza di 620 cavalli a 7600 giri al minuto. In quegli anni non era facile trovare sul mercato altre auto con una potenza massima più elevata di questa. Molto alta anche la coppia, il cui picco era di 608 Nm a 5600 giri alo minuto. Il tutto su un corpo vettura pesante 1690 chilogrammi. Non ci vuole molto a capire il tenore delle prestazioni.

Le cifre stanno qui a dimostrarlo: accelerazione da 0 a 100 km/h in 3.7 secondi, da 0 a 200 km/h in 11.0 secondi, velocità massima superiore ai 330 km/h. Fra le sue caratteristiche tecniche merita di essere evidenziata la presenza delle sospensioni a controllo magnetoreologico. Questa fu la prima vettura della casa di Maranello a fare uso della soluzione, che aiuta a rispondere in tempo reale alle sollecitazioni, per adattare l’assetto, in modo rapidissimo, ad ogni situazione operativa.

Con la Ferrari 599 GTB Fiorano, gli uomini del “cavallino rampante” realizzarono la berlinetta 12 cilindri di produzione più prestazionale del marchio, fino a quel momento storico. Questa granturismo, ricca di soluzione innovative e tecnologicamente evolute, segnava nuovi traguardi in termini di sportività, emozioni di guida e design, come fecero sapere con orgoglio i vertici della casa madre. Nel mondo c’è anche una versione Spider, voluta da un dentista pieno di passione.

Fonte | Rossoautomobili.com

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