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Tutte le Fiat di Cesare Romiti

Cesare Romiti ha rappresentato una pagina importante nella storia della Fiat, vediamo qui quelle che sono state le vetture nate sotto la sua gestione

Fiat Multipla

Cesare Romiti ha rappresentato una delle parentesi più interessanti nella gestione delle cose in Fiat. Il manager romano ma torinese di adozione è uno dei personaggi più forti nella storia del costruttore piemontese, ricordato anche per il suo concreto saper fare. Ora che è venuto a mancare, rivediamo quelli che sono stati i modelli di casa Fiat che hanno caratterizzato il periodo della gestione Romiti (1976-1998).

La Fiat Panda e la Uno

Tra le vetture più iconiche della storia di casa Fiat appare praticamente immancabile la Fiat Panda. Nello stesso anno dell’accordo di riorganizzazione del lavoro, voluto proprio dallo stesso Cesare Romiti, nasceva la Panda. Siamo nel 1980. La vettura rappresenta un prodotto di grande riscossa per il marchio torinese, è un’utilitaria robusta e praticamente acquistabile da chiunque. Il passo che l’avrebbe portata a diventare un’icona è brevissimo. La Panda aumenta le vendite e produce una consistente ripresa in termini aziendali. La vettura era stata pensata da Giorgetto Giugiaro e sin da subito era apparsa affidabile oltre che geniale nello spazio interno modulare e dominato dalla grande tasca a tutta larghezza.

Fiat Uno

Con Romiti la Fiat produce tanti modelli di successo e diventa il quinto produttore di automobili al mondo e il primo in Europa. L’intera gamma subirà un grande rinnovo e diversi modelli rimarranno a listino per parecchio tempo. Oltre alla Panda, un ulteriore modello dal successo spropositato è rappresentato dalla Fiat Uno. La vettura viene presentata a fine gennaio del 1983 durante un evento realizzato a Cape Canaveral. La Uno segnerà un’epoca e diviene nel 1984 Auto dell’Anno; la vettura porta al debutto l’interessante motore Fire.

La bella Croma

Continuando il cammino dal punto di vista cronologico, nel 1983 esce di scena la Regata che avrebbe lasciato spazio alla bella Fiat Croma nel 1985. La vettura nasce nuovamente dalla matita di Giorgetto Giugiaro che sfrutta un pianale condiviso con le Alfa Romeo 164, Lancia Thema e Saab 9300. È una grossa berlina di rappresentanza, ben fatta e dotata di ogni comfort. Sarà un successo commerciale.

Fiat Croma

In tema di berline la Croma non può assolutamente essere paragonata alla mitica Duna che da sempre, nell’immaginario collettivo, ha rappresentato una delle auto più brutte della storia. Tuttavia la Duna, che appariva come una Uno dotata del terzo volume, riesce a fare comunque buoni numeri sin da quando arriva sul mercato nel 1987 nonostante la sua linea decisamente poco apprezzata e le prestazioni… assenti.

La Fiat Tipo

Tra i più grandi successi commerciali della gestione Romiti c’è anche la Fiat Tipo. La compatta sostituiva la Ritmo ormai giunta al termine della sua interessante carriera, quando viene lanciata siamo nel 1988. Come nel caso della Uno, anche la Tipo si aggiudica il titolo di Auto dell’Anno nel 1989. La vettura appariva molto moderna e portava in dote diversi elementi interessanti e mai visti fino a quel momento, a cominciare dal portellone realizzato in vetroresina per ottemperare a una forma arrotondata e per contenere il peso. L’abitacolo era spaziosissimo per cinque persone e due anni dopo il debutto venne usata come base per la Tempra (in listino fino al 1997) oltre che per altri modelli della galassia Fiat.

Fiat Tipo

Nel 1991 è invece il turno della Cinquecento che sebbene riprendeva una denominazione di grande fascino per il marchio, aveva ben poco da dividere con la gloriosa antenata. La Cinquecento era squadrata e a dire il vero realizzata con molta attenzione per la sicurezza. Nel 1998 venne sostituita dalla Seicento che ne ricalcava l’impostazione con linee più morbide.

La Punto

Impossibile non citare la Fiat Punto che debutta nel 1993 in sostituzione dell’iconica Uno. La compatta diventerà una vettura amatissima e apprezzata tantissimo. La sua linea moderna contribuirà a fargli vincere il premio di Auto dell’Anno nel 1995. La vettura viene prodotta e aggiornata quasi ininterrottamente fino ai nostri giorni sfruttando tre generazioni differenti. Fino al 2018 ha rappresentato una delle vetture più vendute in Europa e la più apprezzata nel nostro Paese.

Fiat Punto

Ci sono poi due vetture iconiche nella storia del marchio, nata sotto la gestione di Cesare Romiti. Si tratta della Fiat Coupé e della Barchetta. Nel 1994 arriva infatti sul mercato la Fiat Coupé che adotta un motore 2.0 quattro cilindri disponibile sia nella variante aspirata che sovralimentata. Più avanti arriveranno anche un 1.8 a quattro cilindri e 16 valvole oltre al 2.0 litri a cinque cilindri ancora una volta sia aspirato che sovralimentato. La vettura possedeva una linea molto ricercata e particolarmente moderna. È la Fiat più veloce mai prodotta visto che nella variante Turbo 20V Limited Edition raggiungeva e superava i 250 km/h di velocità massima.

Fiat Coupé

Di fianco alla Coupé c’è l’interessante Barchetta che approda a listino nel 1995 grazie alle linee disegnate da Andreas Zapatinas. La vettura possedeva un’impostazione stilistica moderna ma dotata di linee semplici che l’hanno fatta diventare in breve tempo un’icona. Viene apprezzata sin da subito e oggi è particolarmente ricercata anche dai collezionisti; adoperava un 4 cilindri 1.8 da 130 cavalli di potenza.

Le Bravo – Brava e la Multipla

A sostituire la Tipo e la Tempra ci penseranno le Bravo e Brava, compatte rispettivamente a tre e cinque porte. Nel 1996 entrambe si aggiudicheranno il premio di Auto dell’Anno. Soprattutto la Brava possedeva una linea molto originale al posteriore dotato di una coda tronca dalle linee morbide. Di certo venne maggiormente apprezzata la Bravo, soprattutto da un pubblico più giovane che ne identificava un modello più sportiveggiante.

Fiat Bravo e Brava

L’ultima vettura nata durante il periodo della gestione Romiti in casa Fiat è la Multipla lanciata nel 1998. Si tratta di una monovolume molto innovativa e dal design decisamente originale: nella prima versione c’era uno scalino alla base del parabrezza che ospitava le luci abbaglianti. All’interno stavano comode ben sei persone disposte su due fili di sedili. Il nome era iconico perché derivava dalla mitica 600 Multipla, le motorizzazioni erano ampiamente diversificate: oltre alle benzina e diesel c’erano anche le alimentazioni a metano oltre che bi-fuel sia benzina e metano che benzina e GPL.

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