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Mercato auto: le immatricolazioni ad aprile potrebbero essere quasi azzerate

Fino al 9 aprile sono state vendute solo 271 auto nel nostro Bel Paese

Le prime stime fatte ad aprile sono davvero drammatiche e lo posizionano come il mese peggiore nella storia del mercato auto. Le immatricolazioni registrate fino ad ora, in questo mese, sono precipitate del 100% rispetto all’85,4% registrato il mese scorso. Ciò significa che le vendite online giornaliere si attestano attorno alle 50 vetture.

Normalmente, si riescono a vendere tra le 4000 e le 5000 vetture al giorno mentre, secondo i dati forniti da Dataforce, fino al 9 aprile si è registrato un -99%, con soli 493 veicoli venduti (271 auto e 222 furgoni).

Mercato auto immatricolazioni aprile 2020
Mercato auto aprile 2020, le immatricolazioni riportate da Dataforce

Mercato auto: aprile 2020 potrebbe essere il mese più brutto della storia di questo settore

Durante un’intervista con Il Giornale, Andrea Cardinali – direttore generale di UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) – ha dichiarato che le aziende italiane sono attualmente senza liquidità e inoltre l’impatto economico provocato dal coronavirus potrebbe essere devastante per il settore automotive.

Questo perché la filiera del mercato auto prevede dei costi fissi in strutture e personale e degli investimenti importanti. Sempre secondo Cardinali, esistono attualmente due stime per la fine di quest’anno: poco più di 1 milione di veicoli venduti oppure 1,3 milioni.

Nei giorni scorsi, l’UNRAE ha presentato al Governo italiano un piano volto a stimolare diversi aiuti per l’industria come incentivi e defiscalizzazione. Queste proposte sono state condivise anche da altri enti del settore automotive come ad esempio Federauto (Federazione Italiana Concessionari Auto). C’è bisogno al più presto di un intervento per far ripartire il settore, puntando soprattutto sul forte stock di auto invendute con motori Euro 6.2 di ultima generazione.

Mercato auto immatricolazioni aprile 2020

Ad esempio, il Governo italiano potrebbe puntare su una norma studiata ad hoc sulla rottamazione con un incentivo di 2000 euro sull’acquisto di una nuova vettura di ultima generazione. Ciò aiuterebbe anche le case automobilistiche a perseguire lo sviluppo e la produzione di nuovi propulsori con emissioni da 95 g/km di CO2.

Oltre che le immatricolazioni, anche il settore del noleggio aziendale sta attraversando un periodo davvero brutto. Come riportato in un recente articolo, il presidente di ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici) Massimiliano Archiapatti ha chiesto al governo di ripristinare il superammortamento, di riallineare la tassazione sulle auto aziendali come il resto dei paesi dell’Unione Europea ed estendere l’ecobonus alle auto usate più green.

Paolo Magri, capo di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) ha scritto una lettera di appello al premier Giuseppe Conte per ricordare che l’Italia è leader nella produzione delle due ruote, oltre ad avere il parco circolante più grande del continente.

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