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Volkswagen spinge sulle elettriche, ma il prezzo da pagare potrebbe essere altissimo

Le elettriche raggiungono il 40% degli ordini europei Volkswagen, ma i margini ridotti spingono il gruppo ad accelerare gli investimenti nelle batterie.
Volkswagen ID. Polo

Volkswagen raccoglie sempre più richieste per le auto elettriche in Europa, ma deve ancora ridurne i costi abbastanza da proteggere i profitti. Secondo Manager Magazin, fonti interne stimano che la maggiore incidenza di queste vetture possa pesare sulla redditività per circa un miliardo di euro nel 2026, pur in presenza di una domanda sostenuta.

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Il problema descritto riguarda il minor guadagno ottenuto sulle elettriche rispetto ad altre motorizzazioni, che può comprimere il risultato complessivo quando cambia la composizione delle vendite.

Volkswagen, elettriche al 40% degli ordini europei ma la redditività preoccupa

Ingresso Tor Ost dello stabilimento Volkswagen

Volkswagen conferma che i modelli a batteria rappresentano ormai circa il 40% degli ordini europei ancora da evadere. La quota delle elettriche fra le vetture effettivamente consegnate nella regione si ferma invece al 20%, evidenziando quanto il portafoglio delle richieste si sia spostato rispetto ai volumi già arrivati ai clienti.

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Quasi 150.000 ordini riguardano Volkswagen ID. Polo e ID. Cross, Skoda Epiq e Cupra Raval. Il conteggio interessa quindi quattro modelli, con il gruppo che attribuisce il successo sia all’arrivo di proposte d’ingresso sia all’aumento dei prezzi dei carburanti.

Per abbassare le spese delle batterie, Volkswagen sta costruendo una filiera produttiva insieme a PowerCo e ai partner industriali. A Salzgitter le prime celle unificate sono uscite dalla fabbrica nel dicembre 2025, inizialmente per le verifiche finali sulle vetture. La tecnologia di partenza è NMC, alla quale il programma affianca lo sviluppo di varianti LFP.

Volkswagen ID. Cross

Le celle al litio-ferro-fosfato sono già previste sulla ID. Polo d’accesso, dotata di una batteria da 37 kWh netti. La versione da 52 kWh utilizza invece la chimica nichel-manganese-cobalto. La disponibilità delle LFP nella gamma mostra dunque che Volkswagen ha già adottato questa soluzione, sebbene rimanga da ampliarne la produzione a costi competitivi.

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L’accordo annunciato il 28 settembre con Gotion prevede tre joint venture, distribuendo le attività fra Valencia, Šurany e Kenitra. In Spagna e Slovacchia verranno realizzate celle LFP, con Valencia destinata a diventare un polo europeo per questa tecnologia. Il sito marocchino si occuperà invece dei materiali per i catodi.

Volkswagen affronta questi investimenti con un contributo più ridotto della Cina ai propri risultati. Secondo Reuters, il mercato cinese produce oggi circa il 10% dei profitti del gruppo, dopo averne rappresentato quasi la metà negli anni d’oro. I costruttori locali hanno eroso le posizioni delle case automobilistiche straniere attraverso prezzi competitivi, nuove tecnologie e tempi di sviluppo più rapidi.