Tesla vende attualmente il Full Self-Driving, ormai dal 2016, e la nuova scadenza per la guida davvero autonoma sui veicoli dei clienti è il secondo trimestre del 2027. A fissarla è stato Ashok Elluswamy, responsabile dell’intelligenza artificiale del marchio, durante la presentazione dei conti del terzo trimestre 2026.
Chi sperava di infilarsi sul sedile posteriore di una Model Y e dormire fino a destinazione può rimettere il cuscino nel baule. Quello che arriverà, nel 2027, è la possibilità di iscrivere la propria auto alla flotta Robotaxi, dove l’intera operazione resta in mano a Tesla. L’auto privata girerà da sola solo dove il servizio esiste già. La domanda era tra le più votate dai piccoli azionisti prima dell’evento, con circa 1,1 milioni di azioni a sostenerla. Evidentemente qualcuno aspetta da un po’.
Le aree dove il servizio funziona non sono vaste. I Robotaxi operano oggi in sei aree metropolitane degli Stati Uniti e quasi sempre su una porzione ridotta della città: a Miami si concentrano su West Miami e su una striscia verso Doral e Sweetwater, mentre Orlando e Tampa, partite a luglio, hanno coperture altrettanto contenute. Percorsi più lenti, autostrade evitate, quartieri congestionati lasciati ad altri. Nella Baia di San Francisco, poi, serve ancora un conducente di sicurezza, la California chiede i dati per qualsiasi sistema oltre il livello 2 e Tesla preferisce non consegnarli.
Tesla dichiara quasi 3,2 milioni di chilometri senza conducente a fine terzo trimestre, un mese dopo l’arrivo del Cybercab nella flotta di Austin. Le stime indipendenti di primavera parlano di poche decine di vetture in circolazione senza nessuno al volante. Nel 2025 Musk ne prometteva due milioni entro quest’anno.
Elluswamy ammette che la sicurezza è il collo di bottiglia, ed è il motivo per cui il servizio resta sulle corsie lente. Nel luglio 2025 Musk parlava di guida senza supervisione “per uso personale entro fine anno in determinate aree”, e un anno prima si sarebbe detto “sorpreso” del contrario.
Poi c’è l’hardware. Chi ha pagato l’FSD su piattaforma HW3 si è già sentito dire che la nuova versione senza supervisione non girerà sulla sua auto, e un piano di aggiornamento chiaro non esiste. Intanto Tesla conta 1,74 milioni di abbonamenti FSD attivi, acquisti diretti compresi.
In Europa il quadro è diverso, e più prudente. L’olandese RDW ha approvato il 10 aprile 2026 la guida supervisionata, prima autorizzazione del genere nel continente: un livello 2 avanzato in cui il conducente resta responsabile e con gli occhi sulla strada. Mani sul volante, insomma, ancora a lungo.


