La Tesla Roadster potrebbe diventare l’ultimo modello dell’azienda ancora affidato a chi siede al volante. Elon Musk ha descritto questa prospettiva durante la presentazione della sportiva, indicando nella guida autonoma la destinazione degli altri futuri prodotti. Il riferimento riguarda il lungo periodo e lascia ancora aperti tempi e modalità della trasformazione della gamma.
Tesla Roadster, Musk la immagina come l’ultima Tesla da guidare
Lars Moravy, vicepresidente responsabile dell’ingegneria dei veicoli, aveva introdotto la Roadster come un’automobile pensata per essere guidata, inserita però in un futuro che Tesla immagina autonomo. Musk ha sviluppato quel ragionamento sostenendo che, dovendo conservare una sola vettura per il conducente, il marchio intende spingerne le capacità il più lontano possibile.
La dichiarazione assegna quindi alla sportiva un ruolo diverso da quello dei robotaxi, destinati a trasportare persone senza richiedere loro di intervenire nella guida. Nella visione del dirigente, possedere un’automobile potrebbe significare utilizzarla per i propri spostamenti e lasciarla lavorare come taxi quando rimane libera.
Questa prospettiva lascia comunque spazio alla produzione e all’aggiornamento dei modelli attuali. Musk non ha indicato una scadenza per Model 3 e Model Y, che potrebbero continuare a essere vendute attraverso successive evoluzioni. La dichiarazione descrive la direzione nella quale il dirigente vuole portare Tesla, ciò però non significa che ci sarà un ritiro immediato delle automobili oggi nelle concessionarie.
La presentazione ha attirato attenzione soprattutto attraverso le dimostrazioni spettacolari della Roadster, capace di procedere capovolta lungo una struttura predisposta, staccarsi da terra e compiere una rotazione prima dell’atterraggio. L’esibizione ha però accompagnato anche questa anticipazione su ciò che Musk vuole costruire dopo i prodotti attualmente commercializzati.
Il nome scelto richiama il modello con cui Tesla aveva avviato la propria attività automobilistica. Il primo prototipo risale al 2006, seguito dalla produzione nel 2008, utilizzando una base derivata dalla Lotus Elise. La nuova sportiva tornerebbe quindi nelle mani dei clienti a vent’anni di distanza, se venisse rispettato l’avvio produttivo indicato per il 2028.
Il calendario resta una previsione del costruttore, dopo i ripetuti rinvii seguiti alla presentazione del precedente progetto nel 2017. Anche il passaggio a una gamma autonoma richiederà che tecnologia e autorizzazioni permettano di estendere il servizio a condizioni e territori differenti.
Per ora Musk ha delineato il ruolo che vorrebbe riservare alla Roadster, lasciando senza un programma dettagliato la sostituzione degli altri modelli con veicoli autonomi. Restano da chiarire soprattutto la durata commerciale delle vetture attuali e quali prodotti prenderanno il loro posto. Tuttavia sembra che la Roadster sarà l’ultima Tesla, almeno inedita, che gli automobilisti potranno effettivamente guidare.


