Sulle ultime foto paparazzate nessun camuffamento, nemmeno il pudore di una pellicola a righe. La Panamera base è stata fotografata a volto scoperto, in un posto così riservato che chi ha scattato ha dovuto persino oscurare lo sfondo.
In casa Porsche vale una regola semplice, lo abbiamo visto negli anni, più suffissi, più potenza. La Panamera senza nemmeno la “S” sta in fondo alla scala, e si vede. Rispetto alla GTS i paraurti, davanti e dietro, sono più slanciati e più puliti. Al posteriore spariscono le prese d’aria esterne sporgenti, e al posto delle tante nervature compare un diffusore ampio e piatto. Gli scarichi, quattro terminali rotondi, restano praticamente identici.
I freni sono più piccoli, anche se Porsche ti lascia comunque la pinza rossa, perché un po’ di scena non si nega a nessuno. I cerchi sembrano da 19 pollici contro i 21 della GTS. Le gomme sono Hankook Ventus S1 Evo Z invece delle Continental SportContact 7.
Prima di gridare al risparmio, però, un dettaglio: Hankook ha già annunciato che equipaggerà tutte le varianti della Panamera, e Porsche cambia spesso marca di pneumatici sullo stesso modello a seconda del pacchetto cerchi.
Sulla potenza è presto per sbilanciarsi. Oggi la base monta un V6 biturbo da 2,9 litri con 348 cavalli e 500 Nm. Un motore che ha margine: sull’Audi RS5 la stessa unità arriva a 503 cavalli. Porsche ha spazio tra l’attuale versione e la GTS, ma potrebbe non sentire il bisogno di riempirlo.
La Panamera pesa parecchio nei conti di Stoccarda, con 27.701 esemplari venduti lo scorso anno, e tenerla aggiornata senza spendere cifre folli è una priorità per un marchio che sta faticando su vendite e margini. Il problema è che la stessa Porsche ha dichiarato di voler vendere meno auto a prezzi più alti. Una Panamera d’ingresso troppo brillante rischia di diventare un’ottima ragione per non salire di gamma.
Ecco perché è probabile che le novità più sostanziose finiscano sulle GTS e sulle Turbo, quelle che portano a casa i margini veri. Alla base resterà un restyling gentile, con le gomme di un’altra marca e una promessa implicita di accontentarsi.


