Mercedes avverte: “Due stabilimenti tedeschi rischiano la chiusura se i costi non scendono”

Mercedes avverte che due fabbriche tedesche potrebbero chiudere senza tagli ai costi, mentre i lavoratori respingono l’aumento dell’orario a stipendio invariato.
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Mercedes mette in discussione il futuro di due fabbriche tedesche se non riuscirà a ottenere una riduzione dei costi del lavoro. L’avvertimento arriva mentre la direzione tratta con i rappresentanti dei dipendenti sulle condizioni necessarie a mantenere la produzione nel Paese. A rischiare sarebbero uno stabilimento che assembla automobili e un impianto dedicato ai gruppi motopropulsori.

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Mercedes avverte i dipendenti, due fabbriche tedesche rischiano la chiusura

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Il confronto presentato dal gruppo è particolarmente pesante, perché a Kecskemét, in Ungheria, i costi risultano inferiori del 70% rispetto agli impianti tedeschi. La fabbrica ungherese viene ampliata proprio mentre Mercedes chiede ai lavoratori in Germania di contribuire a rendere più competitive le sedi nazionali. Il gruppo deve inoltre affrontare la debolezza delle attività in Cina e l’aumento dei dazi statunitensi, che rendono ancora più urgente il contenimento delle spese.

Fra le richieste della direzione figura anche un aumento dell’orario senza un corrispondente incremento della retribuzione. Secondo quanto riportato da Handelsblatt, è stata fatta una proposta per passare dalle attuali 35 a 38 ore settimanali. La riduzione dell’orario è però tutelata dal contratto collettivo del settore metalmeccanico e IG Metall si oppone alla sua eliminazione, rendendo il negoziato più complesso.

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Michael Schiebe, responsabile della produzione, ha illustrato le possibili conseguenze del mancato accordo durante l’assemblea del 21 settembre a Sindelfingen. Mercedes ha poi confermato a Reuters il contenuto dell’intervento, ribadendo di voler conservare la propria presenza industriale in Germania. La permanenza di tutte le fabbriche viene tuttavia legata a interventi condivisi sulle spese e a condizioni che consentano di migliorare la produttività.

Proteste del sindacato IG Metall

Sindelfingen ospita una delle attività di assemblaggio del marchio, insieme a Rastatt e Brema, mentre la produzione di motori e componenti coinvolge diversi altri siti, fra cui Untertürkheim, Berlino e Amburgo. L’avvertimento è arrivato durante l’assemblea di Sindelfingen, ma l’azienda non ha detto che la fabbrica sia una delle due coinvolte.

I rappresentanti dei lavoratori hanno respinto l’idea di negoziare sotto la minaccia di perdere gli stabilimenti e hanno annunciato che si opporranno a eventuali chiusure. La loro risposta arriva durante le proteste organizzate da IG Metall contro i tagli occupazionali nell’industria automobilistica tedesca. Mercedes non ha comunicato una scadenza per decidere né un calendario per le possibili dismissioni, lasciando aperto il confronto sulle concessioni richieste ai dipendenti.

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La vicenda aggrava il quadro del settore automobilistico tedesco, già segnato dalle insolvenze di alcuni gruppi di concessionarie Renault, Dacia e BMW e dai tagli occupazionali annunciati da Bosch.