Carpoint GmbH, il concessionario tedesco che con il marchio Redust si diverte a rimaneggiare i Duster, ha immaginato la nuova Dacia Spring come una hot hatch da pista. Peccato che sotto quel vestito da gara batta il cuore di un’utilitaria elettrica pensata per fare la spesa.
Prima che qualcuno corra a cercare il configuratore, non esiste nulla di reale. Per ora si parla solo di render generati con l’intelligenza artificiale, e la Spring nuova non è nemmeno arrivata nelle concessionarie europee. Carpoint però ha la fama di chi certe cose poi le fa davvero, quindi resta sempre il sospetto che in officina si stia scaldando qualcosa resta.
Questa Spring (decisamente) surreale non fa sconti alla sobrietà. Davanti c’è uno splitter enorme con alette e canard integrati, che sembra avvitato sul paraurti di serie, con qualche DRL in più piazzato sulla plastica grezza. Di lato arrivano minigonne aggressive, passaruota allargati e cerchi in lega molto più grandi degli attuali 16 pollici in acciaio con coppa, a coprire dischi maggiorati con pinze rosse. La carrozzeria azzurra si concede pure finte prese d’aria e branchie sui parafanghi.
Dietro il copione non cambia con alettone alto, diffusore generoso e terza luce stop in stile F1. Il tutto su assetto ribassato e carreggiate più larghe. Un look da weekend al Nürburgring, insomma, per una macchina che il weekend lo passa al supermercato.
La nuova Spring, quella vera, intanto, ha ricevuto un motore elettrico più generoso rispetto alla precedente, ma resta ferma a 80 CV, con 175 Nm di coppia. Dichiarati 12,1 secondi per lo 0-100 km/h e velocità massima limitata a 130 km/h. Con questi numeri, la sensazione di velocità la darà soprattutto il vento sul diffusore.
Sui powertrain elettrici i preparatori hanno poco margine di manovra, e questo non aiuta. Dacia promette che l’intera gamma Spring costerà meno di 20.000 euro. Chi compra una city car per risparmiare difficilmente aggiungerà migliaia di euro di appendici aerodinamiche.
Carpoint ha già mostrato anche la Striker con lo stesso trattamento sportivo, in contrasto con l’indole da crossover del modello di partenza. Se qualcuna di queste idee arriverà in produzione, avremo tra le mani le Dacia più spettacolari di sempre.





