Circa settant’anni di storia industriale, e adesso Mercedes si trova a fare i conti con un dubbio molto scomodo (che dubbio non è): quanto costa davvero costruire una macchina in Germania? La risposta sembra essere, semplicemente, troppo.
Michael Schiebe, membro del consiglio di produzione, ha scelto l’assemblea dei lavoratori di Sindelfingen per lanciare l’avvertimento: se i costi non scendono, uno stabilimento di assemblaggio e uno di produzione di motori in Germania potrebbero chiudere.
Il confronto che brucia di più è con Kecskemét, in Ungheria. I costi di produzione tedeschi sono circa il 70% superiori rispetto allo stabilimento ungherese. Praticamente, la differenza è un abisso, un abisso che Mercedes ha già iniziato a riempire in silenzio: la Classe G e i modelli di segmento più piccolo sono già stati spostati verso est. La mappa produttiva del gruppo si sta ridisegnando, un pezzo alla volta.
La rete tedesca conta sei stabilimenti. Tre dedicati all’assemblaggio di autovetture, Sindelfingen, Rastatt e Brema, e tre focalizzati sui sistemi di propulsione, a Untertürkheim, Berlino e Amburgo. Schiebe non ha nominato nessuno di questi esplicitamente, il che rende l’avvertimento ancora più efficace come strumento di pressione: nell’incertezza, tutti si sentono coinvolti.
Dal 2019 Mercedes ha già tagliato i costi fissi del 25%, ma non sembra essere bastato. Al Capital Markets Day del 2025, la casa di Stoccarda ha annunciato una riduzione ulteriore del 10% sui costi di produzione entro il 2027, insieme a un ridimensionamento della capacità globale: da 2,5 milioni di veicoli nel 2024 a una forchetta tra 2 e 2,2 milioni. L’obiettivo dichiarato per gli stabilimenti tedeschi è arrivare a una capacità di circa 900.000 veicoli l’anno. Il che significa ottimizzare, concentrare, e, quasi inevitabilmente, eliminare.
L’avvertimento cade nel momento peggiore possibile per i sindacati: l’IG Metall si prepara al rinnovo del contratto collettivo nel settore metalmeccanico, mentre decine di migliaia di lavoratori dell’auto manifestano in tutta la Germania contro i tagli. La pressione cinese, i dazi americani, i costi energetici: il settore tedesco non è mai stato sotto fuoco da così tante direzioni insieme.
Mercedes è in buona compagnia. Volkswagen ha già pianificato la chiusura di quattro stabilimenti tra il 2031 e il 2034, Audi ha messo in discussione il futuro di Neckarsulm.








