Mazda, il motore rotativo si reinventa con turbo e ricircolo gas: funzionerà?

Mazda brevetta un nuovo motore Wankel con turbocompressore e sistema EGR integrato. Il rotativo torna, più pulito e potente. Sulla carta.
mazda motore wankel

Il motore rotativo non muore mai. Dal 1967, quando la prima Mazda con motore Wankel arrivò nei concessionari, i tecnici giapponesi non hanno mai smesso di farci girare intorno. Mentre il mondo discute di elettrico e ibridizzazioni spinte, dal Giappone arriva un nuovo brevetto che dimostra come il rotativo sia ancora vivo nei laboratori di Hiroshima.

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CarBuzz ha scovato la documentazione su un sistema di gestione dei gas di scarico pensato appositamente per il motore rotativo, con una soluzione tecnica tutt’altro che banale.

mazda motore wankel

Il rotativo ha sempre vissuto in una bolla di privilegio normativo. A differenza dei motori a pistoni, non ha quasi mai avuto bisogno di un sistema EGR, quello del ricircolo dei gas di scarico, grazie alle stranezze congenite della sua architettura. Solo per due anni, all’inizio degli anni Novanta, Mazda ha dovuto fare i conti con questa esigenza. Oggi non basta più, le normative sulle emissioni hanno alzato l’asticella, e serve una soluzione moderna.

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Il brevetto divide i gas in uscita dal motore in due flussi distinti, sfruttando una caratteristica unica del Wankel. I gas escono sia dalla porta laterale che da quella periferica, e hanno temperature molto diverse. I gas ad alta temperatura dalla porta laterale vengono inviati direttamente al turbocompressore per aumentare la potenza. Quelli più freddi dalla porta periferica vengono invece convogliati all’interno del blocco motore verso un raffreddatore EGR, che sfrutta il circuito di raffreddamento già esistente. Poiché si parte già da gas più freddi, il raffreddatore può essere di dimensioni ridotte.

Quando il motore lavora ai massimi regimi e non serve il ricircolo, i gas periferici finiscono nel catalizzatore secondario. Il brevetto non spiega perché venga saltato quello primario.

L’obiettivo dichiarato è più potenza grazie al turbo, meno emissioni grazie a un EGR più efficiente. Sulla carta funziona, ma il rotativo ha sempre funzionato bene sulla carta.

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Poi arriva la realtà con consumi fuori controllo, olio che brucia, tenute d’apice che cedono, e la necessità di guidarlo come si guida un rotativo, cioè tenendolo su di giri, sempre. Mazda è l’unica al mondo ad averlo commercializzato con una certa continuità, ma definire quell’avventura un successo resta difficile.