Undici milioni le auto elettriche immatricolate nel mondo nei primi nove mesi dell’anno, il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il terzo trimestre ha pure accelerato, con un +16% che smentisce i funerali anticipati.
La fotografia, però, non è uniforme. Secondo un’analisi di PwC ottenuta dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, il vero motore è l’Europa, 2,5 milioni di elettriche vendute da gennaio, +42% sull’anno scorso. Un salto che fa sembrare timida la crescita globale e che racconta un continente (molto frammentato però) finalmente deciso a spingere sulla spina.
La Cina, intanto, tira il fiato. Il mercato più grande del mondo resta inchiodato attorno alle 6 milioni di elettriche, cifra sostanzialmente ferma. C’è un dettaglio che vale più del numero assoluto: il mercato complessivo cinese si è ridotto di diversi milioni di veicoli, quindi la quota delle auto a batteria è comunque salita. Quando la torta si restringe e la tua fetta cresce, non stai stagnando, ma stai mangiando il vicino.
Dall’altra parte dell’Atlantico il copione è un altro. Negli Stati Uniti le nuove immatricolazioni di auto elettriche sono calate del 29%, fermandosi a 746.000 unità. La quota di mercato scende al 6%. Il Paese che ha inventato il mito dell’auto come libertà sembra aver deciso che la libertà, per ora, deve avere almeno un bel termico sotto il cofano.
Poi c’è il caso della Germania. Terza al mondo con 604.000 immatricolazioni, e un +58% che fa quasi sorridere chi, fino a poco tempo fa, vedeva nella parola “elettrico” un’offesa personale alla tradizione motoristica nazionale.
Secondo PwC, a spostare le scelte non è l’ideologia, ma il portafoglio. I prezzi del carburante, ostinatamente alti, rendono la vita difficile a benzina e diesel, mentre il costo dell’energia elettrica fa pendere la bilancia dall’altra parte: le elettriche costano sensibilmente meno da mantenere e da far muovere. Solo un calcolo, fatto alla pompa, con la calcolatrice in mano.
Se a convincere il pubblico non sono più i discorsi sul futuro del pianeta ma lo scontrino del distributore, forse, tra chi oggi resiste, si sta insinuando sempre più in profondità un dubbio difficile da ammettere.


