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BMW cerca una strada per mantenere in vita il termico oltre il 2035

BMW documenta oltre 5.500 rifornimenti su più di 600 diesel per sostenere il riconoscimento europeo dei veicoli alimentati con carburanti rinnovabili.
fabbrica BMW

BMW sta sperimentando un sistema digitale capace di verificare quale carburante venga utilizzato dalle automobili, per sostenere il riconoscimento europeo dei motori alimentati esclusivamente con combustibili rinnovabili. Il primo bilancio coinvolge oltre 600 diesel BMW e MINI, seguiti per dodici mesi in quattro Paesi.

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BMW testa il diesel rinnovabile su oltre 600 auto e chiede nuove regole all’UE

bmw, monaco

L’identificazione avviene incrociando le informazioni registrate dall’auto durante il rifornimento con quelle dei pagamenti delle flotte aziendali. Per una parte dei veicoli interviene anche il Digital Fuel Twin di Bosch, che aggiunge i dati della stazione di servizio. Il progetto ha utilizzato le dotazioni esistenti delle vetture e dei distributori.

Attraverso questi collegamenti sono stati documentati più di 5.500 rifornimenti e circa 235.000 litri di HVO. Il diesel rinnovabile risulta impiegato in oltre l’80% delle operazioni registrate. BMW considera dimostrata la fattibilità tecnica del monitoraggio, anche se il risultato descrive un impiego prevalente dell’HVO e lascia ancora da dimostrare l’alimentazione esclusiva dell’intera flotta.

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Il programma è partito nell’ottobre 2025, in occasione dei Fleet Europe Days in Lussemburgo. Partecipano le flotte BMW e quelle di partner come Bosch in Germania, Eni in Italia e Repsol in Spagna. La sperimentazione sfrutta una rete di distribuzione che, secondo i dati citati dal costruttore, conta 6.130 stazioni HVO in Europa a ottobre 2026.

bmw logo auto

Il riconoscimento richiesto riguarda i VEEF, acronimo di “Vehicles Exclusively running on Eligible Fuels”, ossia veicoli che utilizzano soltanto carburanti ammessi da uno specifico quadro normativo. BMW sostiene che possano essere conteggiati a zero emissioni nelle future regole europee, anche dopo il 2035, a condizione di documentare continuamente il combustibile impiegato. Le modalità dell’eventuale riconoscimento restano oggetto del confronto europeo.

Questi diesel continuano a emettere CO₂ allo scarico. Il beneficio rivendicato riguarda invece la filiera del carburante, dalla produzione al consumo. Per il Neste MY Renewable Diesel utilizzato nei primi rifornimenti delle sue auto, BMW indica una riduzione fino al 90% delle emissioni equivalenti rispetto al gasolio fossile. Dal gennaio 2025 i diesel del gruppo prodotti in Germania ricevono HVO puro prima della consegna alla rete.

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La verifica digitale viene sperimentata anche sulla benzina. Da luglio 2026, nell’area di Madrid, circa venti BMW, MINI e Toyota partecipano a un progetto con Repsol e Bosch utilizzando il carburante rinnovabile Nexa 95.

BMW sostiene inoltre l’introduzione europea della benzina E20 e ha presentato con KIT, DBFZ e Freyberger engineering uno studio sulle materie prime disponibili per i carburanti rinnovabili. Pubblicata a marzo, l’analisi esamina il potenziale di sostituzione dei combustibili fossili negli scenari del 2030, 2035 e 2040.