Toyota ha infilato una carrozzeria da Corolla Cross su qualcosa che non è esattamente quel modello che conosciamo. Le foto circolate in questi giorni mostrano un mulo di prova elettrico, camuffato, rattoppato e con proporzioni che non tornano. Chi spera di aver visto in anteprima il prossimo SUV compatto di Toyota può smettere di pensarci.
Un prototipo del genere serve a collaudare componenti, non a mostrare un design. Sotto la pelle c’è il lavoro vero, sopra c’è un travestimento quasi da ignorare. La lunghezza, per dire, risulta inferiore a quella del modello di serie: segno che i tecnici hanno adattato una struttura già disponibile, senza starsi a preoccupare dell’estetica.
Anche il frontale racconta qualcosa. Sotto i camuffamenti spuntano dei fari tondi, montati su un assetto di componenti e accessori che difficilmente vedremo in concessionaria in quelle condizioni. È la classica soluzione provvisoria che permette di provare la funzione senza installare i pezzi definitivi.
La notizia, semmai, sta più in profondità. Secondo la stampa, Toyota sta lavorando a una piattaforma modulare capace di ospitare sia motorizzazioni ibride sia elettriche, destinata ai modelli futuri e alla prossima generazione di Corolla, Cross inclusa, attesa intorno al 2028. Per la prima volta la berlina più venduta al mondo potrebbe quindi avere una variante a batteria.
Un’elettrica chiede posto per batteria e relativi sistemi, una ibrida deve far convivere anche il motore termico e tutto il suo contorno. Far stare bene entrambe sulla stessa architettura è il mestiere difficile.
Di risposte, per ora, ne arrivano poche. Le immagini non dicono nulla su capacità della batteria, autonomia, potenza o velocità di ricarica. Sappiamo che lo sviluppo procede.
Per chi compra, la scommessa è semplice: poter scegliere la motorizzazione dentro la stessa famiglia è un vantaggio solo se l’elettrica non fa sconti su abitabilità e bagagliaio.
Una nuova Corolla Cross sarebbe quindi in arrivo subito dopo, a completare la gamma con una proposta nel segmento B, molto richiesto in Europa. Un terreno dove i marchi europei e quelli cinesi non aspettano nessuno.


