È quasi una nuova espressione della BMW Serie 7. Per essere precisi, la base di cui parliamo è quella del restyling di metà ciclo della G70, in strada dalla metà del 2022 e debuttato da circa sei mesi. Chi detesta il linguaggio Neue Klasse ha potuto tirare un sospiro di sollievo: Monaco, infatti, ha scelto di restare su una linea evolutiva, e lo stesso varrà per la prossima X7.
Una M7 non ci sarà, perché al vertice della gamma siede la M760 xDrive, presentata a inizio mese, che riporta il V8 sull’ammiraglia del marchio. I dati completi restano nel cassetto, ma il biturbo da 4,4 litri dovrebbe erogare circa 570 cavalli, sette in più dei 563 della vecchia 760i.
Per chi vuole di più e non ha voglia di bussare alla porta di un preparatore, la risposta si chiama Alpina 7. La belva con il marchio di Buchloe è stata sorpresa in alcuni test al BMW M Test Center, vicino al Nürburgring, completamente camuffata. Le voci la danno basata proprio sulla M760 xDrive: stesso V8, ma con potenza e coppia maggiori e prestazioni di tutto rispetto.
Si distinguono un paraurti anteriore inedito, una nuova doppia griglia a rene, minigonne dedicate e un posteriore ridisegnato, con quattro terminali di scarico. I cerchi multirazze sono quelli tipici di Alpina, ma quelli montati sul prototipo difficilmente finiranno sull’auto di serie. Attese le classiche tinte blu e verde, i loghi dentro e fuori, rivestimenti e finiture esclusive e, pare, luci diurne LED gialle. Possibili ritocchi anche a Panoramic iDrive, volante, selettore del cambio e sedili.
Sulla messa a punto, le abitudini di casa lasciano pochi dubbi. Telaio rivisto per tenere insieme tenuta in curva e comfort quotidiano, e un impianto frenante potenziato per domare la cavalleria extra.
Ancora dubbi sul nome. Alpina Serie 7, Alpina 7 o un ritorno alla B7 della antenata? Poco cambia. Sarà la Serie 7 più ambita, al vertice della gamma in tutti i mercati. A Monaco, quanto tempo ci metteranno a rendersi conto che l’Alpina rischia di essere la vera Serie 7 M?


