Il SUV non è l’unica risposta possibile, anche se ormai sembra l’unica soluzione per chi cerca spazio e ingombro “minaccioso” in città. BMW, però, sta preparando la i3 Touring, una station wagon elettrica con un’autonomia da record e un portellone pensato per chi in macchina deve caricare davvero qualcosa.
C’è chi si innamora di un’auto per la potenza. Poi c’è chi, a luglio, deve far entrare valigie e passeggino. Per questa categoria di viaggiatori, un’apertura di carico generosa vale più di qualche decimo risparmiato sullo 0-100.
Per ora la i3 Touring esiste solo a metà. Le immagini in circolazione sono rendering, non foto ufficiali, ma alcuni prototipi sono già stati beccati al Nürburgring. Il debutto è atteso nel 2027.
Il muso dovrebbe restare quello della berlina. Le novità cominciano dal montante B, tetto che si allunga verso il posteriore e portellone nuovo di zecca, per sfruttare meglio lo spazio sopra il bagagliaio. Il che, tradotto, significa passeggino, valigione e attrezzatura sportiva che entrano senza trattative. Con i sedili abbattuti, gli oggetti lunghi smettono di essere un problema. Quanto spazio ci sarà davvero? BMW non ha dato né i litri né le misure dell’apertura.
Sotto la pelle c’è l’architettura Neue Klasse, con eDrive di sesta generazione e impianto a 800 volt, in gran parte condivisa con la berlina. Quella, nella versione i3 50 xDrive, monta due motori, trazione integrale, 469 CV e 645 Nm di coppia, con una batteria da 108,7 kWh. Dati della berlina, non della Touring.
Sull’autonomia, invece, la storia si fa interessante. BMW aveva parlato di 900 km WLTP per la berlina, ma le schede tecniche ipotizzate dalla stampa internazionale ora arrivano a 912 km, a seconda dell’allestimento. La Touring dovrebbe perdere qualcosa per via di aerodinamica e peso, ma resta una cifra che mette in difficoltà molte endotermiche.
Anche la ricarica fa la sua parte, picco di 400 kW e 21 minuti per passare dal 10 all’80%, con la riserva che i numeri della i3 Touring non sono ancora confermati. Per chi macina chilometri, vuol dire scegliere dove fermarsi in base alla voglia di un caffè, non all’ansia della colonnina.


