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Revoca concessione Autostrade per l’Italia: M5S in pressing

Infuria la battaglia dei grillini contro il primo gestore delle autostrade italiane

Revoca concessione Autostrade per l’Italia: grillini scatenati. Tutto è nato dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, quel maledettissimo 14 agosto 2018, con addirittura 43 morti e 566 sfollati. Una delle stragi stradali più terribili della storia italiana. Si trattava di un ponte autostradale che scavalcava il torrente Polcevera e i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano. Su un tratto gestito da Autostrade per l’Italia. Da quel momento, il M5S preme per la revoca della concessione al primo gestore italiano.

Revoca concessione Autostrade per l’Italia: cosa dice Conte

Il premier Giuseppe Conte ha preso posizione. Tutti quanti stanni aspettando la fine del procedimento amministrativo su Autostrade per l’Italia, dice. È stato molto laborioso perché la documentazione raccolta era cospicua. C’erano da fare tante valutazioni, sono emersi altri elementi di valutazione, un’attività istruttoria molto faticosa, ma ormai siamo in dirittura d’arrivo. Il Governo non farà sconti. Tra poco gli italiani conosceranno l’esito di questo procedimento. Una sorta di preavviso di sfratto per Autostrade per l’Italia (della famiglia Benetton).

Autostrade, Tav, Tap: occhio alle penali

Però c’è un contratto: una convenzione fra Stato e gestore. Se lo Stato non rispetta il contratto, paga una penale. Quanto? Fra i i 15 e i 20 miliardi di euro ad Autostrade per l’Italia. Attenzione ai due precedenti: Tav (Treno alta velocità) e Tap (un metanodotto che fa parte del Corridoio Meridionale del Gas). All’inizio il Governo pensava a un’azione di forza sul fronte della revoca. Poi ha fatto i conti con le penali. Ai contenziosi (da miliardi di euro). E si resta lì, in un’area grigia: non si va avanti, non c’è uno stop definitivo. Un limbo. Comunque, il grillino Luigi Di Maio è il più duro: si va verso la revoca, dice; bisogna togliere “a questi signori” la concessione il prima possibile, dopo che hanno “preso i nostri soldi” senza fare la manutenzione delle strutture.

Viadotti in Liguria: qual è la situazione

Intanto, il maltempo delle scorse settimane aveva messo in ginocchio la Liguria. Nel mirino, anche i viadotti Pecetti Sud e Fado Nord sull’A26. Di Autostrade per l’Italia. Che ora comunica come si siano concluse domenica sera, con esito positivo, le prove di carico eseguite sui viadotti Pecetti Sud e Fado Nord sull’A26. Le prove, che hanno avuto una durata complessiva di quattro giorni, sono state effettuate sulle campate dei viadotti. Il test di carico è stato eseguito sotto la supervisione di tre autorevoli esperti del settore: gli ingegneri Alessio Lupoi, Pierangelo Pistoletti, Massimo Acanfora. In che modo? Col posizionamento simultaneo di 16 autocarri, disposti consecutivamente lungo i 37 metri di campata, ciascuno del peso di 30 tonnellate per un peso complessivo di oltre 480 tonnellate. Un carico che equivarrebbe alla presenza contemporanea di 400 utilitarie ferme su un’unica campata. E che risulta superiore di oltre il 75% alla media del peso presente sui viadotti nei momenti di picco di traffico.

Ponti ok dopo la prova di Autostrade per l’Italia

L’esito delle misurazioni ha dimostrato che i livelli di abbassamento dell’impalcato registrati sono analoghi a quelli misurati durante il collaudo originario. Alla fine del test, quando i carichi sono stati rimossi dai due viadotti, il valore dell’abbassamento è tornato prossimo a zero. Ok quindi: c’è il comportamento elastico delle due opere.

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