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Stellantis, nuovo stop a Windsor: oltre 6.400 lavoratori coinvolti

Stellantis fermerà per altre tre settimane lo stabilimento di Windsor, in Canada, coinvolgendo oltre 6.400 lavoratori. Lo stop, legato alla domanda nordamericana e all’impatto dei dazi, arriva dopo recenti investimenti e il ripristino del terzo turno

Stellantis Windsor

Il rientro in fabbrica durerà appena due settimane, poi le linee torneranno a fermarsi. Stellantis ha programmato altre tre settimane di stop nello stabilimento canadese di Windsor, coinvolgendo oltre 6.400 dipendenti. Le sospensioni interesseranno le settimane che iniziano il 19 ottobre, il 26 ottobre e il 2 novembre, aggiungendosi alle due settimane di pausa già previste prima del ritorno al lavoro del 5 ottobre.

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Nuovo stop di tre settimane a Windsor per Stellantis

Per gli operai si apre quindi un autunno scandito da ripartenze e nuove interruzioni. Secondo le indicazioni riportate dalla stampa locale, durante i fermi i dipendenti non dovranno presentarsi in stabilimento, salvo comunicazioni specifiche. Per il personale specializzato, invece, la programmazione delle attività sarà gestita separatamente.

Stellantis collega la decisione alla domanda nordamericana e all’impatto dei dazi, due fattori che stanno pesando sull’organizzazione della produzione in Canada. Windsor è strettamente legata al mercato statunitense e alle forniture che attraversano il confine: le tensioni commerciali incidono quindi sui costi e sulle scelte relative ai volumi da assemblare.

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Il nuovo stop arriva pochi mesi dopo una fase di espansione. A febbraio il gruppo aveva ripristinato il terzo turno, assumendo oltre 1.700 persone e riportando la fabbrica alla produzione su ventiquattro ore. Una ripartenza importante, sostenuta dagli investimenti effettuati per accogliere nuovi modelli e aggiornare gli impianti.

Dal 2022 Stellantis ha destinato circa 1,9 miliardi di dollari canadesi a Windsor, intervenendo su robot, postazioni e attrezzature. Lo stabilimento è stato preparato per l’architettura STLA Large e per la produzione di vetture con diverse motorizzazioni. Oggi ospita la famiglia Dodge Charger e i minivan Chrysler, tra cui Pacifica e Grand Caravan. A maggio, inoltre, i lavoratori avevano celebrato l’avvio della produzione della Pacifica aggiornata per il model year 2027.

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windsor, canada stellantis

I dati commerciali mostrano però una situazione meno uniforme di quanto potrebbe suggerire il fermo. Negli Stati Uniti, la Chrysler Pacifica ha venduto 34.491 unità nel terzo trimestre, crescendo del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nei primi nove mesi l’aumento è stato del 13%. Anche in Canada alcuni modelli hanno registrato progressi, con la Charger salita a 521 unità nel trimestre, il 142% in più rispetto a un anno prima.

Questi risultati non bastano, da soli, a spiegare il calendario produttivo. Per decidere quanto produrre, il gruppo deve considerare anche le scorte dei concessionari, la richiesta delle singole versioni e la distribuzione delle vendite tra i diversi mercati. Un modello in crescita può quindi convivere con settimane di sospensione delle attività.

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Per le famiglie, intanto, resta il problema di organizzarsi attorno a turni meno prevedibili. Le conseguenze possono raggiungere anche i fornitori: la precedente pausa aveva già coinvolto attività collegate alla fabbrica. L’annuncio riguarda comunque un’interruzione temporanea e non comunica una riduzione permanente dell’occupazione.

Stellantis Windsor

A rendere il clima più delicato ci sono le trattative tra Stellantis e Unifor. Il contratto collettivo è scaduto il 20 settembre, mentre le condizioni precedenti restano applicate durante il negoziato. Tra i punti discussi figurano i futuri volumi di Windsor e della fonderia di Etobicoke.

Il nodo principale resta però Brampton, lo stabilimento inattivo del quale Stellantis sta valutando la possibile vendita: il sindacato chiede che venga mantenuto nell’assemblaggio automobilistico. Nell’aggiornamento di fine settembre, le parti erano ancora in conciliazione e non risultavano programmate votazioni per lo sciopero. Unifor cerca inoltre impegni più precisi sulla produzione futura negli impianti canadesi, mentre il confronto con l’azienda prosegue.

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