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FCA in BORSA: analisi, notizie, mercati (31 dicembre–4 gennaio)

Il titolo FCA recupera i 13 euro: -10% le immatricolazioni FCA in Italia nel 2018

Fca in Borsa analisi tecnica rubrica

I primi giorni di Borsa aperta della prima settimana dell’anno non hanno giovato alle quotazioni del titolo Fiat Chrysler Automobiles che una volta bucati i 13 euro la scorsa settimana è rimasto ampiamente sotto quella soglia (divenuta ormai una resistenza) senza tentare fin da subito un immediato recupero. La situazione rimane ribassista, complice anche la situazione generale sui mercati finanziari, con Wall Street in caduta (paga lo spettro della prossima recessione e le difficili condizioni del mercato cinese) e la Borsa italiana conseguentemente sui minimi degli ultimi anni.

Grafico titolo FCA in Borsa (settembre 2018-gennaio 2019)

Come si evince dal grafico a barre giornaliere degli ultimi mesi in figura, dall’inizio del mese di dicembre il titolo FCA ha perso quasi il 20% (3 euro) ma il trend ribassista proprio nella giornata di venerdì ha disegnato una prima figura di possibile inversione riconquistando sul finale quei 13 euro persi di recente. Teniamolo monitorato in attesa di sviluppi positivi, la chiusura si è attestata a 13,11 euro (+5,6%) dopo aver fatto segnare in settimana anche un minimo a 12,14 euro.

Il 2018 del settore automotive

L’anno appena trascorso è stato molto importante per il settore dell’auto e per i singoli costruttori.

Accanto a tragiche notizie come la scomparsa improvvisa dell’amministratore delegato storico di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, anche l’arresto avvenuto in Giappone del ceo di Nissan-Renault Carlos Ghosn per reati fiscali o quello del ceo di Audi Rupert Stadler a causa del dieselgate, hanno certamente scosso l’intero settore automotive che a livello industriale deve fare i conti con il passaggio all’era digitale ed all’elettrificazione.

I nuovi modelli ibridi plug-in necessitano di una costosa trasformazione industriale dati i forti investimenti che richiedono le nuove tecnologie di produzione. Se il Gruppo Volkswagen ha destinato ben 44 miliardi di euro nei prossimi anni agli investimenti sull’elettrico e le altre due case tedesce, Bmw e Daimler, stanno pensando di unire le forze su tecnologie e piattaforme, timidamente anche il Gruppo Fiat Chrysler Automobiles dal 2019 assemblerà nello stabilimento di Melfi le nuove Jeep Renegade e Compass phev.

Focus sui mercati FCA nel 2018: ITALIA

Si è interrotta quest’anno la crescita del mercato automobilistico italiano che durava ininterrotta dal 2014, con 1.910.025 unità immatricolate il 2018 chiude infatti a -3,1% sull’anno precedente nonostante il timido rialzo di dicembre: +2%. Ha indubbiamente pesato sul trend delle immatricolazioni in Italia la nuova normativa WLTP sull’omologazione delle nuove vetture.

Il Gruppo FCA nel suo complesso ottiene quest’anno un risultato molto inferiore a quello del mercato italiano, perdendo un 10% in totale. Pesano le vendite in ribasso di circa il 20% dei marchi Fiat e Lancia, ma anche Alfa Romeo pur con l’introduzione di modelli più recenti (Giulia e Stelvio) paga l’età avanzata della Giulietta e perde quasi il 5% sul 2017.

Unica nota positiva l’andamento del brand Jeep che ora oltre alla Renegade (41.960 le unità vendute in Italia nel 2018 a +11,5%) si è rinforzato ancora con le ottime vendite del modello Compass: 38.900 le unità immatricolate in Italia nell’anno appena trascorso.

Per il 2019 non sono rosee le previsioni degli operatori, come sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor: «Quello sul mercato automobilistico è il primo dato sull’economia italiana nell’intero 2018 che viene reso noto e non è un dato di buon auspicio. Dall’inchiesta congiunturale mensile di dicembre del Centro Studi Promotor emerge che soltanto l’11% degli operatori auto interpellati si attende una crescita della domanda, il 52% ipotizza stabilità e il 37% si attende una frenata delle immatricolazioni».

Anche per Paolo Scudieri alla guida dell’Anfia, l’Associazione dei costruttori automotive, il quadro futuro del mercato italiano non è felice: «L’anno appena iniziato si apre all’insegna della preoccupazione per le ripercussioni negative del bonus-malus in quanto ad essere colpite non saranno solo le autovetture di lusso e di grossa cilindrata, ma anche moltissimi modelli ampiamente diffusi sul mercato».

Pietro Gorlier, a capo dell’area EMEA di Fiat Chrysler Automobiles, si è dichiarato comunque soddisfatto dell’andamento delle vendite del Gruppo nel 2018, considerato un anno eccezionale per il marchio Jeep e molto positivo per le city car a marchio Fiat.

Leggi anche le puntate precedenti della rubrica FCA in Borsa: